Vaccino Covid, operatori lo danno anche a parenti ed amici: è bufera

Emergono situazioni nelle quali gli operatori deputati alla distribuzione del vaccino Covid hanno agito così anche con i loro cari non aventi diritto.

vaccino Covid centro Baggiovara
Polemica per il vaccino Covid somministrato a chi non ne aveva diritto FOTO Getty Images

Scoppia una polemica che riguarda alcune presunte dosi di vaccino Covid avanzate. E che gli operatori sanitari avrebbero fatte proprie per somministrarle a parenti ed amici. La vicenda ha preso quota da Baggiovara, località della provincia di Modena. Qui alcuni non aventi diritto a ricevere la protezione contro il virus sarebbero stati invece influenzati dopo il termine di una giornata di ciclo di vaccinazione.

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Ad avere la priorità per la somministrazione del vaccino Covid sono, per ora, i lavoratori del comparto socio-sanitario e gli anziani. Il resto della popolazione verrà nei prossimi mesi, quando tutti i rappresentanti delle prime due categorie risulteranno protetti. Le dosi in questione sono quelle concepite dalle aziende Pfizer e Biontech. ‘La Gazzetta di Modena’ fa sapere che gli operatori del locale centro di Baggiovara avrebbero cercato di contattare alcuni soggetti aventi diritto, ma senza successo. Quindi hanno pensato di immunizzare i loro cari e conoscenti. Della vicenda ha preso notizia anche la locale Ausl, che parla di grave errore nonostante gli operatori abbiano agito in buona fede per evitare che le dosi avanzate fossero finite nella spazzatura.

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Vaccino Covid, cosa è successo: indagano Ausl e Nas

Questo loro modo di agire, del tutto personale, con il vaccino Covid, troverebbe quindi giustificazione dall’evitare un tremendo spreco e dall’avere comunque compiuto il proprio dovere, visto che gli aventi diritto erano risultati irreperibili. Il fatto è che alcuni di questi operatori hanno anche condiviso delle foto sui loro profili social, e questo ha contribuito ad alimentare una discussione in negativo. Tra gli immunizzati ‘a sorpresa’ figurano anche dei minorenni. La Ausl ha annunciato l’immediata apertura di una istruttoria per valutare responsabilità in merito a questo episodio.

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Ed indagano anche i Nas di Parma, con lo scopo di capire l’esatta dinamica di quanto successo ed anche eventuali responsabilità penali. Da quanto di apprende però, altri casi analoghi sarebbero accaduti pure altrove in Emilia Romagna, come fato sapere dal capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Silvia Piccinini. La pentastellata chiede l’intervento del Governatore Stefano Bonaccini. E, pur comprendendo la volontà di non volere sprecare le preziose dosi di vaccino Covid, definisce comunque questa situazione come “inaccettabile” e che andava gestita in altro modo, senza improvvisazione.