Negazionisti Covid, le parole incredibili di un ricoverato: “Questa la verità”

Uno degli esponenti dei negazionisti Covid finisce in ospedale perché ha contratto il virus e dice come vede la situazione dal suo punto di vista.

Negazionisti Covid lettera
Il pentimento di uno dei negazionisti Covid FOTO Getty Images

I negazionisti Covid imperversano fin da quando la notizia che una pandemia si era scatenata nel mondo aveva ricevuto i crismi della ufficialità. E nel corso di quasi un anno ne sono avvenute di situazioni spiacevoli legate alle figure di chi pensa che il proliferare del virus sia soltanto frutto di un complotto ordito da non meglio precisati poteri. Il tutto nonostante ci siano migliaia e migliaia di persone che si ammalano ogni giorno in Italia e che da febbraio 2020 in poi sono anche morte.

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Mentre in tutto il mondo siamo nell’ordine dei milioni. Adesso fa davvero piacere come un individuo che andava annoverato nel plotone fin troppo folto dei negazionisti Covid abbia fatto ammenda e si sia ricreduto. Si tratta di un uomo di 54 anni, Daniele Egidi, che ha capito davvero quale sia la portata della situazione attuale. L’uomo ammette al mondo intero di avere sempre sbagliato. Ci è voluto un ricovero risalente al 30 dicembre scorso, manco a dirlo per Covid, all’ospedale ‘San Salvatore’ di Pesaro, per far si che Daniele aprisse gli occhi.  Lui a ‘Il Resto del Carlino’ afferma quanto segue. “Sto cercando di capire perché rifiutavo di accettare l’allarme per il Coronavirus. Forse non condividevo la gestione dell’emergenza, pensando che ci fosse un altro modo, e questo mi portava a non dare reale importanza alla pandemia. E poi sminuivo il lavoro sanitario, quei medici e infermieri che come palombari curavano i malati”.

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Negazionisti Covid, Daniele ha capito come stanno le cose

“Li credevo più o meno attori magari inconsapevoli di una generale messinscena. Invece è tutto vero. Sono attaccato all’ossigeno, respiro ancora male. La polmonite bilaterale c’è. Sul Covid-19 non avevo capito niente, o non volevo capire niente. Rifiutavo inconsciamente che la pandemia fosse grave, minimizzando culturalmente l’emergenza sanitaria. Io non mettevo la mascherina fuori per scelta, la ritenevo inutile”.

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“Ma solo ora, qui, ho capito che sbagliavo. Forse è anche brutto dirlo e nemmeno giusto, ma per rendersi conto davvero di ciò che stiamo vivendo bisogna passarci. Niente è facile qui dentro: né bere, né respirare. Pensavo che questa situazione fosse solo una retorica di potere, che sfruttava una semplice influenza per imporsi sulla popolazione. Invece chi rifiuta la vera verità è fuori dal mondo e cieco di fronte alla realtà”.