Prof di Firenze su Facebook: “Io non mi vaccino, non serve”

Polemiche per la presa di posizione di un prof di Firenze su Facebook: “Io non mi vaccino, non serve e vi spiego perché”.

(GUILLAUME SOUVANT/AFP via Getty Images)

Sta provocando molte polemiche un post pubblicato su Facebook e poi rimosso da parte di Filippo Festini, professore universitario di infermieristica, che sottolinea la presunta poca efficacia del vaccino della Pfizer. Il docente, che ha un passato da sindacalista e ha lavorato all’ospedale Meyer di Firenze, non è isolato nella sua presa di posizione.

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10mila dipendenti della sanità toscana su 54mila finora non hanno aderito ancora alla campagna vaccinale contro il Coronavirus. Tra loro Festini, che aveva scritto: “Il vaccino che vi state per somministrare secondo il produttore riduce il rischio di contrarre il Covid dello 0,87%, cioè di meno dell’1%”.

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Perché secondo un prof di Firenze un vaccino non serve

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Il professore analizza alcuni dati e sostiene: “A questo punto, applicando la logica aristotelica, dobbiamo chiederci se i costi enormi dell’acquisto e della somministrazione di questo farmaco siano giustificabili a fronte di una riduzione del rischio di infezione così piccola”. Questa la sua tesi: “Se il rischio di prendere una malattia fosse il 60% e un vaccino lo riducesse del 95%, cioè lo portasse al 3% sarebbe un farmaco straordinario, che vale ogni centesimo speso; se però il rischio di partenza è dello 1% e col vaccino lo porto allo 0,05, sì, è vero, l’ho ridotto del 95% ma è un 95% che non ha alcuna somiglianza con il 95% di prima”.

Il prof fiorentino arriva a questi dati affidandosi proprio a quanto si evince dagli studi legati al vaccino della Pfizer: sono stati infatti analizzati due gruppi di studio di circa 18mila persone. A uno di questi due gruppi è stato dato il vaccino e all’altro il placebo. Tra i vaccinati, solo 8 hanno contratto il virus, nell’altro gruppo 162. Il rapporto è importante, ma in sostanza la trasmissibilità del virus non sarebbe elevata, per cui il rischio di ammalarsi di Coronavirus – stando a questi dati – sarebbe comunque molto basso.