Covid, la variante inglese in Italia da tempo: ma il vaccino funziona

L’emergenza Covid si è aggravata a causa della comparsa della variante inglese. La paura è tanta ma i vaccini dovrebbero funzionare.

Giorgio Palù, il presidente dell’Aifa si è espresso su questa nuova mutazione del virus. Le sue parole rilasciate al Corriere della Sera lasciano trasparire un bagliore di speranza.

Il virologo smonta parzialmente i toni allarmisti e si dice fiducioso della profilassi che inizierà tra pochi giorni.

Emergenza Covid: ecco la tesi  di Palù sulla variante inglese

“Non mi stupisce che la variante britannica del virus già circolasse in Italia. Ma questo non deve allarmare e soprattutto non deve mettere in dubbio l’efficacia dei vaccini” afferma con risolutezza Palù.

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Da emerito virologo qual è, non parla solo per portare un po’ di serenità nei cuori degli Italiani ma propone un discorso supportato dai dati appartenenti a vari gruppi di ricerca. Quello che rende degna di nota la variante è il fatto che abbia un vantaggio selettivo se comparata ad altri ceppi. “Si sta imponendo per capacità di infettare e trasmettersi” ha spiegato Palù che ha continuato dicendo: “E’ presente in diverse parti del mondo, segnalata in Sud Africa, Olanda, Belgio, in Danimarca e in Italia”. Il caso nostrano è anche molto particolare poiché la persona risultata positiva non ha viaggiato e non ha neanche avuto contatti con i cittadini provenienti dal Regno Unito.

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Molte persone hanno anche parlato della possibilità che questa variante fosse presente nello Stivale già a inizio settembre e ad avvalorare questa tesi ci sono anche i dati. Il presidente dell’Aifa spiega che: “In alcune regioni come il Veneto la curva epidemica somiglia a quella britannica”.

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Si sospetta che la variante sia nata in una persona immunodepressa o in un soggetto che è rimasto positivo per molto tempo. L’unica certezza è che abbia sfruttato un organismo in cui non ha trovato resistenze. Nonostante la mutazione, il virus non sembra essere più aggressivo, ma solo più infettante. La nota positiva della vicenda riguarda i vaccini e il virologo Palù spiega la situazione in questo modo: “Questa variante presenta anche 9 mutazioni, fra le quali le più importanti sono 3 e riguardano la proteina Spike, utilizzata dal Sars-CoV-2 per attaccarsi alle cellule, utilizzata come antigene nei vaccini Pfizer-Biontech e Moderna. Sembra che gli anticorpi indotti dal vaccino riescano a neutralizzare anche questa variante”.