Terza ondata, per gli esperti è certa: “L’indice di contagio Rt sale”

Esaminando il valore attuale dell’indice Rt, virologi ed infettivologi sono sicuri che molto presto arriverà anche una terza ondata.

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Il valore dell’indice di contagio lascia presagire ad una terza ondata a gennaio FOTO Getty Images

Per gennaio è attesa la tanto temuta terza ondata, cosa data per certa dagli esperti della comunità medica italiana. Da più parti si fa riferimento alle criticità che stanno contribuendo a tenere ancora troppo elevato l’indice di contagio Rt. Anche la stagione fredda non è affatto di aiuto, dal momento che si tratta del periodo dell’anno nel quale circolano con maggiori prolificità e frequenza le malattie di stagione ed i virus in generale.

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Quella della terza ondata ad oggi è una possibilità ritenuta molto concreta, stando a quanto riportato dai dati forniti da CovidStat, a cura dell’Infn, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. L’indice di contagio Rt è calato sotto alla soglia minima critica di 1 in via ufficiale dallo scorso 22 novembre. Questo grazie alle restrizioni introdotte con l’apposito Dpcm del 3 novembre. Da qualche giorno però si sta assistendo ad una inversione di tendenza che fa preoccupare. A livello nazionale infatti l’indice Rt al 15 dicembre era pari a 0,80 contro il valore di 0,79 del giorno 14. Un aumento non significativo ma che potrebbe ripetersi e comportare della comprensibile preoccupazione. I livello di indice di contagio aveva anche toccato punte di 1,75 verso fine ottobre.

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Terza ondata, tutto lascia presagire che a gennaio ci sarà

Le nuove restrizioni che verranno emanate nel periodo natalizio serviranno per cercare di arginare la pandemia. Una salita dell’indice Rt sta ad indicare che la diffusione del virus sta aumentando. Restando molto prossimi all’1, la situazione continuerà a presentare una media di 13mila contagi al giorno. L’obiettivo è cercare di arrivare almeno al valore di 0,66 riscontrato al termine del lockdown della primavera 2020. Gli esperti sono concordi nel descrivere la situazione come di gran lunga peggiore rispetto ad allora, quando l’epidemia era circoscritta in prevalenza a Lombardia, Veneto e qualche altra area del Nord Italia.

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Inoltre adesso non siamo più in lockdown come allora. Per fare balzare i contagi giornalieri basta davvero poco, e sempre infettivologi e virologi sono certi che alla terza ondata ne farà seguito anche una quarta a marzo, o che comunque la prossima durerà per diverse settimane. La differenza la farà il senso di responsabilità unitamente ai provvedimenti intrapresi dal Governo.