Coronavirus: morto il serial killer Donato Bilancia

Morto il serial killer Donato Bilancia, tenne in scacco per sei mesi Liguria e Piemonte: aveva contratto il Coronavirus.

Donato Bilancia

Il serial killer Donato Bilancia, 69 anni, è morto a causa del Coronavirus a Padova. L’uomo era ritenuto uno dei più pericolosi serial killer nel nostro Paese, condannato a 13 ergastoli per aver commesso 17 omicidi in appena sei mesi. Era infatti fine anni Novanta, quando il suo nome divenne noto per l’efferatezza dei suoi crimini.

Leggi anche –> Donato Bilancia, il serial killer fuori dal carcere per incontrare un bimbo down: la decisione dei giudici

Fra il 1997 e il 1998, Donato Bilancia coi suoi omicidi tenne in scacco Liguria e basso Piemonte. Oltre agli ergastoli per i suoi omicidi, scontava anche 16 anni di reclusione per il tentato omicidio di Lorena Castro. Il suo nome era noto perché veniva considerato il serial killer delle prostitute. Non uccise però soltanto prostitute.

Leggi anche –> Coronavirus 17 dicembre: scendono ancora positivi e ricoveri

Se vuoi seguire tutte le notizie scelte dalla nostra redazione in tempo reale CLICCA QUI

Chi era Donato Bilancia, il serial killer morto oggi

Il suo primo omicidio attribuitogli avvenne il 16 ottobre 1997, quando Bilancia uccise il biscazziere Giorgio Centanaro nella sua casa, pochi giorni dopo uccise un collega di questi, Maurizio Parenti e la moglie Carla Scotto. Il primo delitto fu confessato direttamente da Donato Bilancia: quel decesso era stato infatti archiviato come morte naturale. Uno dei suoi delitti più efferati fu quello commesso il 12 aprile ’98, sull’Intercity La Spezia-Venezia, quando uccise Elisabetta Zoppetti, la quale aveva provato a rifugiarsi in bagno.

Da diverso tempo, era stato trasferito al carcere Due Palazzi di Padova e nei giorni scorsi era risultato positivo al Coronavirus. Tempo fa, aveva fatto parlare di sé, quando aveva deciso di occuparsi come nonno a distanza di un bambino bisognoso e con sindrome di down. Il serial killer aveva spiegato di volerlo fare “per problemi legati alla mia coscienza che è costantemente tormentata dal rimorso per ciò che ho commesso”.

Donato Bilancia