Chi è Paolo Palumbo, la SLA non lo ha fermato: la sua straordinaria storia

Paolo Palumbo, l’emozionante storia dell’artista malato di SLA che è salito sul palco di Sanremo a febbraio 2020.

Molti di voi ricorderanno Paolo Palumbo, 22 anni, per via del suo intervento al Festival di Sanremo 2020. Il giovane è salito sul palco per cantare una canzone, esibendosi in una performance davvero particolare ed emozionante. Paolo, malato di SLA, immobile su una sedia a rotelle ha composto le rime usando solo gli occhi, e le ha trasformate in parole grazie alla voce di un computer. Paolo ha scoperto di essere affetto da Sclerosi Laterale Amiotrofica a 17 anni. La diagnosi ha infranto i suoi sogni di aspirante chef, ma non gli ha tolto la voglia di vivere. Durante la malattia Paolo ha scoperto la passione per la musica, e ha deciso di provare a partecipare a Sanremo. Nello stesso periodo, febbraio 2019, volenteroso di rappresentare i diritti dei disabili si è candidato alle elezioni regionali in Sardegna tra le fila di Forza Italia.

Paolo Palumbo, la canzone autobiografica racconta tutto il suo coraggio

Palumbo aveva partecipato alle selezioni di Sanremo Giovani 2020, ma non era riuscito ad accedere alle fasi finali. Amadeus, però, è rimasto talmente colpito dalla storia e dal coraggio del ragazzo che ha deciso di invitarlo come super ospite sul palco. E così Paolo, accompagnato dal rapper Kumalibre e dal cantautore Andrea Cutri, ha interpretato il brano intitolato “Io sono Paolo” attraverso il comunicatore verbale. La canzone è autobiografica, e con essa Paolo ha voluto parlare di una malattia devastante come la SLA in modo ironico e leggero, facilmente comprensibile anche con chi non ne è familiare. Il testo invita a non fermarsi davanti a nessun ostacolo, e fa autoironia anche sulla voce robotica grazie alla quale Paolo riesce a esprimersi. “Se esiste una speranza ci voglio provare. Per volare mi bastano gli occhi, sono la montagna che va da Maometto, pur restando disteso sul letto”, recita uno dei versi più emozionanti. A fine esibizione Paolo ha spiegato al pubblico di Sanremo: “La mia non è la storia di un ragazzo sfortunato ma di un ragazzo che non si è arreso”.

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A fine esibizione Paolo ha condiviso la sua storia con il pubblico, invitando ognuno di noi a riflettere sulla fortuna di essere vivi e a non arrendersi mai. “Provate a immaginare che la vostra quotidianità sia improvvisamente stravolta” ha chiesto. “In Italia siamo oltre seimila ad aver fatto degli accertamenti che ci hanno catapultato in un mondo ignoto”. Poi, sul palco più importante d’Italia, ha dedicato un pensiero speciale al fratello e alla sua famiglia, che non lo ha mai abbandonato: “Mio fratello ha lasciato tutto per prendersi cura di me, grazie a lui le mie paure e le mie incertezze sono scomparse. Rosario e la mia splendida famiglia mi hanno insegnato la forza, che non pensavo nemmeno di avere”.

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Il coraggio e la voglia di vivere di Paolo sono ben espliciti anche sui suoi account social. Sopratutto su Instagram, dove l’artista, che conta oltre 30 mila follower, mostra la sua vita di ogni giorno e sprona tutti a non arrendersi mai.