Dpcm: sì agli spostamenti tra Comuni a Natale e Capodanno, ma con limitazioni

Il governo si appresta a cambiare il Dpcm permettendo gli spostamenti tra Comuni a Natale e Capodanno, ma con dei limiti.

Il Dpcm entrato in vigore lo scorso 4 dicembre ha fatto discutere e continua a far discutere. La misura più contesta è quella che prevede il divieto di spostamento tra Comuni il 25 ed il 26 dicembre ed l’1 gennaio. L’opposizione ha presentato una mozione per la rimozione del divieto e diversi governatori regionali hanno fatto pressing sul premier Conte con l’invio di richieste. Sembra inoltre che diversi membri della maggioranza non siano d’accordo con la misura rigida e spingano dall’interno per farla modificare.

Ieri da Palazzo Chigi è giunta la notizia tanto attesa: il governo sta valutando di togliere il divieto di spostamento tra i Comuni. Una decisione che vede contrari i ministri Boccia e Speranza, da subito i più intransigenti su questo punto. Entrambi temono che questo possa dare il via libera a festeggiamenti sfrenati, impossibili da controllare all’interno delle abitazioni degli italiani. Se questo succedesse davvero, il rischio di una terza ondata sarebbe più concreto.

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Dpcm, verso il sì allo spostamento tra i Comuni a Natale e Capodanno

Nonostante il ministro della Salute continua a spingere per la linea dura, pare che la maggioranza abbia ormai deciso per il cambiamento della regola. La prossima settimana ci sarà un vertice con i Capigruppo, durante il quale si proporrà di discutere la norma in Aula mercoledì 16 dicembre. Entro la fine della prossima settimana, dunque, potrà essere presentato un Dpcm apposito, o un emendamento da collegare a quello già in vigore.

L’obiettivo principale è quello di fare comprendere che una simile concessione non è un via libera, motivo per cui è probabile che vengano specificate delle limitazioni. Una delle ipotesi vagliata è stata quella di aprire per il giorno di Natale ma non per quello di Capodanno, tuttavia questa idea è stata già scartata. Una seconda ipotesi scartata è stata quella di concedere una deroga solo ai paesi con meno di 5mila abitanti. L’ipotesi adesso al vaglio è quella di allargare gli spostamenti alla , permettendo a chi abita nei Comuni più piccoli di spostarsi senza timore di incorrere in provvedimenti.