Recovery Plan, che cos’è e qual è la bozza del governo che fa tanto discutere

Scopriamo cos’è il Recovery Plan e qual è la bozza del governo che in queste ore sta facendo tanto discutere in parlamento e fuori.

Lunedì la riunione del Consiglio dei Ministri sul Recovery Plan è saltata quando si è scoperta la positività al Covid di Luciana Lamorgese. Tuttavia difficilmente ci sarebbe stata un’approvazione della bozza approntata dal governo. Con Recovery Plan s’intende l’insieme di investimenti e progetti per risollevare l’economia e la struttura sociale italiana dopo l’emergenza. Il progetto dovrà essere presentato all’Unione Europea per poter ricevere il finanziamento del progetto Next Generation Eu ed avere dunque i fondi per mettere in pratica quanto contenuto nel progetto.

A puntare i piedi contro la bozza del governo è stata Italia Viva. Il partito di Renzi non è d’accordo sulla decisione di lasciare la gestione dei fondi ai tecnici e chiede che questo punto venga modificato, altrimenti si schiererà apertamente contro le decisioni del Premier e del resto della maggioranza. La distanza è invece minore sul contenuto del piano di recupero, a parte qualche dettaglio che potrebbe essere limato, infatti, le riforme e gli investimenti previsti dal piano di ripresa e resilienza Next Generation Italia sono condivise da tutti. Conte dunque ha rinunciato all’idea di affidare la gestione del piano ad un emendamento associato alla Legge di Bilancio e proporrà un ddl che verrà votato alle camere.

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Recovery Plan, la bozza presentata dal governo

La bozza presentata dal governo lunedì prevede un investimento totale di 196 miliardi di euro, sui 209 previsti dal Next Generation EU. L’impegno del governo per la ristrutturazione e la crescita dell’Italia è suddiviso in 6 linee guida: rivoluzione verde; digitalizzazione; infrastrutture; istruzione e ricerca; inclusione sociale; salute. Oggi si terrà anche la delicata votazione sul Mes – il fondo salva Stati dell’UE – dopo il quale Conte andrà al Consiglio UE proprio riguardante la misura.

Tornando agli investimenti pianificati, una parte importante sarà dedicata alla rivoluzione green: saranno 74,5 i miliardi destinati alla transizione verso un Paese ecologicamente più sostenibile. La maggior parte del finanziamento sarà utilizzato per le opere di riqualificazione e efficienza energetica degli edifici (oltre 40 miliardi). Il secondo investimento più importante (in termini monetari), riguarda la digitalizzazione del Paese: 48,7 miliardi verranno utilizzati per digitalizzazione, innovazione e sicurezza della PA, digitalizzazione 4.0 e internazionalizzazione del Paese.

27,7 miliardi di euro verranno investiti nella sicurezza stradale e nell’ammodernamento delle infrastrutture; 19,2 miliardi di euro saranno destinati alla ricerca; 17, 1 alla parità di genere ed alla coesione sociale e territoriale. Infine 9 miliardi di euro saranno destinati alla sanità per assunzioni e ammodernamento.