Alberto Genovese stupro, trovate centinaia di foto e video di altri rapporti

Sulla vicenda Alberto Genovese stupro arriva un nuovo dettaglio, molto significativo per gli inquirenti. Riguarda del materiale scottante.

Alberto Genovese stupro
Vicenda Alberto Genovese trovato materiale scottante nei suoi dispositivi Foto dal web

Si aggrava la posizione di Alberto Genovese, l’imprenditore ed informatico accusato dello stupro di una 18enne. L’episodio sarebbe avvenuto nel suo attico di lusso con vista sul Duomo di Milano, nello scorso mese di ottobre. Le prove raccolte dagli inquirenti sembrano indicare come questi sospetti corrispondano a realtà.

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E ad esse si aggiungono il racconto della stessa ragazza, che si è detta ancora molto spaventata e provata da quanto vissuto. Oltre che le riprese video dei sistemi di sicurezza finiti in mano alle forze dell’ordine. La stessa strategia difensiva perseguita dagli avvocati difensori di Alberto Genovese lasciano pensarla in un certo modo. Lui si è detto dipendente dalla droga da diversi anni e quando assume stupefacenti non capisce più nulla, testuali parole rilasciate dall’imputato nella sua deposizione alle forze dell’ordine. Ora poi spunta un ulteriore dettaglio, che non gioca in suo favore. A riportare la cosa è ‘Il Corriere della Sera’, che riporta di come sul suo telefono cellulare fossero presenti immagini e filmati dei rapporti carnali intrattenuti nelle diverse feste tenute in casa sua. Ce ne sarebbero a centinaia, che Genovese, attualmente recluso in carcere, era solito mostrare agli amici più stretti.

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Alberto Genovese stupro, la vicenda si arricchisce con tante immagini hard

Gli inquirenti avrebbero posto sotto sequestro 400 gigabyte di materiale hard rinvenuto su due tablet e su due telefonini del 43enne imprenditore. Si punta a trovare le immagini dello stupro che gli viene contestato, senza contare la possibilità che potrebbero palesarsi altre situazioni di rapporti non consensuali con altre ragazze. L’imputato pare abbia fornito di sua spontanea volontà le password di accesso. Ma ci sarebbe un altro smartphone, tenuto in cassaforte con 40mila euro in contanti e con anche alcuni grammi di sostanze stupefacenti. Ci sono immagini che risalgono al 2018, mentre le più recenti sarebbero finite in un tentativo da parte del diretto interessato di cancellarle.

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Tra queste ce ne sono alcune proprio della 18enne che ha fatto sollevare la questione che ha portato ad oggi Alberto Genovese in cella. Oltre a quello di stupro c’è da rispondere anche a delle accuse inerenti possesso, cessione e consumo di droga, come specificato sempre dal CorSera e da altri quotidiani nelle scorse settimane.