Bambina appena nata è quasi coetanea della madre: ecco come è possibile

Negli Stati Uniti è accaduto un fatto che ha stupito molte persone. Una bambina ancora in fasce sarebbe quasi coetanea della madre. 

La neonata è venuta al mondo lo scorso ottobre, ma ciò non toglie che sia più giovane della madre di appena 18 mesi. La mamma fortunata si chiama Tina Gibson e con il suo compagno si dicono al settimo cielo.

La coppia del Tennessee ha provato per ben cinque anni ad avere figli, ma senza successo. E’ stato proprio in quel momento che i due decisero di rivolgersi al National Embryo  Donation Center. Grazie a questo ente hanno potuto avere il loro piccolo miracolo. Vediamo com’è nata questa neonata di 28 anni.

Bambina appena nata: come fa ad essere poco più giovane della madre

La piccola Molly Everett Gibson rappresenta un vero e proprio record nel panorama scientifico. La neonata infatti è nata da un embrione congelato 28 anni fa; un tempo che la separa da sua madre di soli 18 mesi. “Siamo ancora sulla Luna, sono ancora senza fiato. Se qualcuno mi avesse detto cinque anni fa che avrei avuto non una ma due figli gli avrei dato del pazzo”, ha raccontato la Signora Gibson al New York Post.

Leggi anche -> Un “feto gemello” le cresce sulla schiena: operata bimba di 7 anni

La giovane coppia aveva deciso di rivolgersi alla National Embryo Donation Center proprio perché essa raccoglie gli embrioni “orfani”. Questi infatti non vengono usati dai genitori e sono resi disponibili a chi ne ha bisogno. Durante il procedimento si può scegliere se conoscere l’identità dei genitori biologici e entrare in contatto diretto oppure se l’opposto.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

La famiglia Gibson era già diventata famosa per aver dato alla luce un’altra bambina proveniente da un embrione molto vecchio. Ci stiamo riferendo alla primogenita della coppia: la piccola è nata da un embrione congelato nel 1992. Anche in Italia ci sono esperti sull’argomenti, tra questi troviamo Arianna Pacchiarotti, Responsabile Pma dell’ospedale San Filippo Neri di Roma e docente alla Sapienza di Roma.

Leggi anche -> La confessione di Michelle Obama: “Malia e Sasha nate da fecondazione in vitro”

Secondo la Pecchiarotti dice che per quanto riguarda il nostro paese sarebbe impossibile utilizzare questi embrioni. “In Italia sono probabilmente migliaia ma la legge non permette di adottarli, andrebbero quantomeno portati tutti in un unico centro per tutelarli di più perché ora sono dispersi in tutti i centri per la Pma del paese, e può succedere che un centro chiuda, o venga venduto”. Un altro aspetto interessante è che sarebbe possibile utilizzare questi embrioni anche dopo molti anni. Come spiega la Pacchiarotti: “se sono conservati correttamente è possibile che resistano anche di più“, ha dichiarato riferendosi al caso statunitense.