73° anniversario di nozze a distanza: 90enni “separati” dai servizi sociali

Un’anziana coppia inglese è costretta a trascorrere il 73° anniversario di nozze a distanza per ordine dei servizi sociali. 

Jean Charvill, 90 anni, di Derby (Regno Unito), vorrebbe trasferirsi nella stessa casa di cura di suo marito Ken, 93 anni, in modo che possano trascorrere insieme il tempo che resta loro da vivere. Ma le è stato detto che può cavarsela a casa da sola, nonostante sia costretta a letto. Così, l’anziana coppia è stata costretta a celebrare separatamente il 73° anniversario di matrimonio. E i familiari oggi puntano il dito contro i servizi sociali che “impediscono loro di vivere insieme”.

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Lo strano anniversario di matrimonio di Jean e Ken

Jean Charvill, 90 anni, vive da sola nella sua casa di Derby mentre suo marito Ken, 93 anni, è stato trasferito al Victoria Park Care Home di Ilkeston, nel Derbyshire. Alla signora Charvill è stato detto che può cavarsela a casa da sola con le visite degli assistenti, nonostante sia costretta a letto e incontinente. I suoi familiari hanno chiesto che fosse trasferita nella casa di cura e ricongiunta con suo marito, ma senza successo.

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La salute della signora Charvill è peggiorata da quando il marito è andato nella casa di cura perché le manca da morire, come ha spiegato la loro figlia, Sue Barradell, 72 anni, al Derbyshire Live. I due bisnonni potranno celebrare il loro 73° anniversario di nozze, che ricorre domani, con una chiamata via Zoom, ma potrebbero volerci settimane o addirittura mesi prima che si rivedano.

“Mia madre è del tutto consapevole di ciò che sta accadendo – ha confidato la signora Barradell – e chiede solo di stare con suo marito e trascorrere insieme a lui il tempo che le resta da vivere. Sente che la sua posizione è degradante e sente la perdita di dignità che deriva dall’essere costretti a letto e dal dover fare affidamento sugli assistenti. Gli assistenti fanno del loro meglio ma questo non è giusto. Le persone anziane dovrebbero essere trattate in questo modo?”. Qualcuno deve a lei e ai suoi genitori una risposta.

EDS