Dpcm Natale, il Viminale pensa all’esercito per fare rispettare i divieti

Per fare rispettare i divieti di spostamento previsti dal Dpcm Natale, il Viminale sta pensando di posti di blocco gestiti dall’esercito.

Un po’ tutti avevamo già capito da giorni che durante i giorni delle festività natalizie il governo avrebbe predisposto delle misure maggiormente restrittive. D’altronde erano giorni che giungevano rumor in tal senso provenienti dal Palazzo Chigi ed è da 4 novembre che Conte ripete che questo Natale sarebbe stato differente dal solito. La conferma di ciò che tutti temevano è giunta ieri sera in diretta stampa, quando il premier ha spiegato per filo e per segno il contenuto del Dpcm di Natale.

Leggi anche ->Dpcm dicembre, tutte le misure: possibile terza ondata

Ciò che tanto sta facendo discutere in queste ore è la decisione di impedire gli spostamenti tra le regioni a partire dal 20 dicembre e di impedirli persino tra i comuni nei giorni di festa. Sebbene dunque non si possa impedire di organizzare cenoni con i parenti non conviventi in casa (per questo rimane la forte raccomandazione), la normativa punta a bloccare quante più persone possibile.

Leggi anche ->Emergenza Covid, l’esperto: “Siamo al picco dei decessi: caleranno lentamente”

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Dpcm Natale, il Viminale pensa all’esercito per far rispettare i divieti

Al di là  delle polemiche e del malcontento generale, in queste ore ci si chiede come si stia pensando di far rispettare divieti così  stringenti in un periodo così sentito. La soluzione sarà la stessa ideata durante il lockdown nazionale per il periodo di Pasqua e del Primo maggio: i posti di blocco. Il Viminale bloccherà i viaggi aeroportuali, portuali e ferroviari e metterà posti di blocco all’uscita e all’ingresso dei comuni, così da impedire l’ingresso ai trasgressori. Nelle grandi città, inoltre, verranno impiegati i droni per controllare le strade e le piazze principali. Alle forze di Polizia e ai Carabinieri verranno affiancate le truppe dell’Esercito.

controlli più severi