Vaccino Coronavirus, dallo Spallanzani: “Chi è guarito non ne ha bisogno”

Riguardo al vaccino Coronavirus i soggetti negativizzati non necessitano del siero, almeno all’inizio. Lo spiega nel dettaglio lo ‘Spallanzani’.

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vaccino Coronavirus Spallanzani anticorpi Foto dal web

In materia di vaccino Coronavirus, parla il professor Giuseppe Ippolito, che ricopre la carica di direttore scientifico dell’Istituto ‘Lazzaro Spallanzani’ di Roma. La struttura è specializzata nella ricerca e nella cura di malattie infettive e nel corso del 2020 è stato in primissima linea nel contrastare la pandemia in Italia.

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Secondo Ippolito, chi è risultato già positivo in passato non ha la necessità a sottoporsi al vaccino Coronavirus. “Questo perché tali soggetti hanno sviluppato degli anticorpi in maniera naturale all’interno del loro organismo”. Ippolito ha fatto tali dichiarazioni nel corso di un intervento concesso alla trasmissione radiofonica ‘Radio Anch’io’ su Rai Rado 1. A suo dire andrebbe però verificata la quantità degli stessi anticorpi ed il loro livello di presenza. Gli anticorpi tendono poi a sparire, a prescindere da quale sia la malattia che colpisce un soggetto. “E quando questo avviene allora arriva il momento di considerare la vaccinazione”.

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Vaccino Coronavirus, da verificare possibili controindicazioni su donne incinta

Allo ‘Spallanzani’ il siero sarà a disposizione della popolazione orientativamente ad inizio estate, imprevisti permettendo. Gli ordini sono già stati discussi e messi a punto. Ancora il professor Ippolito ha parlato dello stato delle donne incinta, definendole come categoria non presente nei criteri di priorità. Difatti mancano ancora dei dati di riferimento su chi aspetta un bambino e non si conosce la possibile manifestazione di effetti collaterali. Anche se il professor Roberto Burioni nelle scorse ore ha affermato, in relazione al vaccino Pfizer Biontech, che i minori di 16 anni e le donne incinta non possono sottoporsi a vaccinazione.

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Sarà invece possibile sottoporsi a due vaccini differenti, ovviamente in periodi diversi. “Alla fine tutti dovremo procedere presumibilmente con una doppia dose”. Riguardo alla possibilità di assistere ad una terza ondata, il direttore scientifico dello ‘Spallanzani’ ribadisce che, con comportamenti di irresponsabilità diffusa come quelli avvenuti in estate, è una eventualità da non escludere affatto. Serve massima prudenza ma quando la leggerezza e gli interessi economici hanno la meglio sulla priorità del dover tutelare la salute di tutti, allora l’esito non sarà affatto buono. Perciò occorrono rigore ed austerità per le vacanze di Natale 2020 ed in generale almeno per i mesi invernali.

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