Dpcm dicembre, linea dura: stop spostamenti tra comuni a Natale

Continuano le riunioni e le discussioni sul contenuto del Dpcm che dovrà essere approvato entro domani e varrà per le vacanze di Natale.

Il governo sta lavorando alla stesura del Dpcm di dicembre, il quale dovrebbe contenere anche un decreto apposito per le festività natalizie. Sono diverse le ipotesi in campo e nei giorni scorsi i principali contenuti sono già emersi. Ad oggi è già chiaro che gli spostamenti tra le regioni in periodo di vacanze saranno vietati, com’è chiaro anche che non ci saranno deroghe al coprifuoco, neanche durante la vigilia di Natale e di Capodanno. I ristoranti rimarranno chiusi a partire dalle 18 e rimarranno chiusi anche gli impianti sciistici nazionali.

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Durante l’ultima riunione tra i capigruppo, il premier ed il ministro dei Trasporti è emersa anche la possibilità che il governo decida la linea dura per quanto riguarda gli spostamenti durante i giorni di festa. A partire dal 21 dicembre gli spostamenti tra regioni saranno consentiti solo per il ritorno al luogo di residenza e forse esteso ai luoghi di domicilio. Possibile anche una deroga per il ricongiungimento familiare, ma questa ipotesi ancora è al vaglio.

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Dpcm dicembre: vietati gli spostamenti tra i comuni?

Per quanto riguarda Natale, Santo Stefano e Capodanno, il governo potrebbe decidere una linea ancora più dura, impedendo gli spostamenti tra i vari comuni. In questo modo si eviterebbe un eccessivo controllo sugli spostamenti proprio nel periodo festivo. Per quanto riguarda le chiusure dei ristoranti, si valuta la possibilità che rimangano aperti tutti i giorni nelle zone gialle, festivi compresi, ma che debbano chiudere a partire dalle ore 18. Per quanto riguarda l’orario  di apertura dei negozi (zone gialle e arancioni) il limite stabilito è quello delle 21, orario che permetterebbe a lavoratori e clienti di rispettare il coprifuoco delle 22.

Pare che conte voglia sottoporre al consiglio dei capigruppo l’apertura delle scuole per una settimana, dal 14 al 20 dicembre. Ipotesi che però non è stata sottoposta al vaglio del Cts e che va contro il consiglio della Commissione Europea, la quale suggerisce di prolungare il periodo vacanziero e di continuare la didattica a distanza anche dopo il periodo vacanziero per creare un cuscinetto tra il ritorno all’attività lavorativa e quello all’attività scolastica.