Belen Rodriguez, torna l’incubo rispunta il video a luci rosse: ma la legge non la può aiutare [VIDEO]

Si parla molto in queste ore del video rubato a Guendalina Tavassi e proprio per questo si è tornato a parlare di Belen Rodriguez, una delle prime famose showgirl ad essere finita nel mirino del cosiddetto “revenge porn”. 

La modella argentina Belen Rodriguez AFP PHOTO / Christophe Simon (Photo credit should read CHRISTOPHE SIMON/AFP via Getty Images)

Fece molto scalpore il video che ritraeva Belen Rodriguez in un momento privato. Era il 2011 e un suo ex fidanzato sconosciuto al grande pubblico mise in rete il video di un loro rapporto sessuale. Quei fotogrammi così privata diventarono in pochissimo tempo virali e quelle immagini finirono sui cellulari e sui computer di milioni di persone. Presenti su tutti i siti porno si diffusero praticamente ovunque.

Belen Rodriguez, la battaglia durata quasi 10 anni non porta a nulla

In tutti questi anni la presentatrice e showgirl argentina ha tentato di far rimuovere il video dal web, ma l’impresa si è rivelata tutt’altro che semplice tant’è che ancora quel video è presente sui siti per adulti di tutto il mondo. Ma perché una persona, famosa o non famosa che sia, non riesce ad avere davvero quel diritto all’oblio di cui tanto si parla? Le spiegazioni sono molteplici e non tutte chiarissime. Di certo non aiuta il fatto che molti server di questi siti siano all’estero per cui la giustizia italiana anche se si muovesse non avrebbe vita facile per arrivare a chiedere la cancellazione di un certo video.

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In un’intervista del 2017 al Maurizio Costanzo Show Belen spiegò di aver denunciato tutto alla Polizia Postale, ma di aver constatato che il video non è mai stato rimosso da internet. Sempre in trasmissione parlò con l’allora ministro Orlando e disse: “A me è successa una cosa del genere e so benissimo come una donna si può sentire davanti a un uomo perfido che espone questo materiale e lo rende pubblico. Sono un personaggio famoso e me ne frega una cifra, però per tutte queste ragazze che non vogliono avere a che fare con l’esposizione mediatica i risultati sono questi”. 

Il ministro le spiegò che all’epoca della diffusione del video non esisteva alcuna norma in merito a questo tipo di reato per cui stando all’irretroattività della norma non era possibile perseguire il suo ex fidanzato. Diverso il discorso odierno dove finalmente esiste una legge sul revenge porn e mai come oggi ci rendiamo conto di quanto sia utile e necessaria. 

INTERVENTO BELEN RODRIGUEZ DAL 7 MINUTO