Contagi oggi, Crisanti: “600 morti al giorno e in Italia parliamo di sciare”

“Non è normale questo atteggiamento”. È la critica espressa da Andrea Crisanti in materia di contagi oggi: “Ma quale settimana bianca”.

Crisanti contagi oggi
Situazione contagi oggi le critiche di Crisanti Foto dal web

Il microbiologo all’Università di Padova, Andrea Crisanti, si lascia andare ad uno sfogo sui contagi oggi in Italia. Più che legittimo, a giudicare da quanto lui stesso descrive. “Non viviamo affatto in un Paese normale. Ci sono 600 morti al giorno in media ma si parla di settimana bianca e di andare a sciare. La cosa mi lascia davvero basito”.

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I numeri dei contagi oggi in Italia continuano ad essere da allarme rosso. Mediamente i nuovi infatti dalla pandemia si attestano sui 20mila ogni 24 ore. “Questo vuol dire che dobbiamo ancora essere responsabili e che ci troviamo sempre in piena emergenza”. Negli ultimi giorni i dati hanno mostrato una flessione di quelli che sono gli effetti del virus. Ma per Crisanti non si può comunque parlare di situazione rassicurante. Anche perché il calo non riguarda in maniera univoca tutte le regioni ma è più o meno marcato a seconda delle situazioni. Permane anche la suddivisione delle aree a rischio. Sostanzialmente tutta Italia lo è, anche se l’incidenza nelle zone gialle è più sostenibile rispetto a quelle arancioni e rosse. Nel parlare ai microfoni di Sky Tg 24 Crisanti evidenzia come il picco dell’epidemia dovrebbe manifestarsi a metà dicembre.

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Contagi oggi, Crisanti: “Bene le misure del Governo ma servono anche aiuti economici”

Quanto disposto dal Governo e dal Comitato tecnico scientifico rappresenta quello che serve per rallentare la diffusione del virus. “Ma bisogna assolutamente rimborsare le persone che vivono di turismo, dai ristoranti agli impianti. Senza dimenticare le altre categorie”. Crisanti da una parte capisce le pressioni per non chiudere fatte dai protagonisti del comparto. “Allo stesso modo di quanto hanno fatto gli industriali per non fare chiudere la Lombardia, oppure i gestori delle discoteche in estate. Ma la salute viene prima di tutti, i sacrifici di chi non può lavorare verranno ripagati economicamente. Questo deve comunicare il Governo”. In merito ai vaccini, il microbiologo ha qualche timore relativo al fatto che la comunità scientifica internazionale non ha ancora a disposizione i dati relativi ai prototipi. Ci sono stati solo degli annunci che hanno avuto però una valenza esclusivamente mediatica. “Serve più chiarezza”. Proprio per questo motivo lui stesso aveva affermato che, almeno all’inizio, non si sottoporrebbe a vaccino.

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