Dpcm dicembre, Crisanti: “Inaccettabile riaprire tutto a Natale”

Intervistato sulla possibilità di concessioni alla libertà di movimento per il periodo di Natale, Crisanti si è detto contrario.

Tra i vari esperti che hanno fatto sentire la propria voce durante questa seconda ondata, Crisanti è uno di quelli che ha invocato a gran voce un lockdown generalizzato. Secondo il docente di microbiologia e virologia dell’Università di Padova, consulente per l’emergenza Covid del Veneto durante la prima ondata, era necessario prendere misure drastiche per bloccare immediatamente il contagio. Nonostante il parere di molti esperti era simile a quello di Crisanti, il governo ha scelto per una strada intermedia: quella della suddivisione dell’Italia in zone di rischio.

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Le misure applicate sembrano aver dato i primi risultati. Il numero dei contagi giornalieri è sceso e se questo trend venisse confermato, significherebbe che il lockdown a zone ha funzionato. Ospite di Agorà questa mattina, Andrea Crisanti ha frenato gli entusiasmi e spiegato che a dicembre sarebbe presto riaprire tutto: “Sarebbe moralmente inaccettabile se riaprissimo tutto a Natale, per fare tutto il casino fatto in Sardegna quest’estate e ricominciare dall’inizio”.

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Crisanti contrario ad una riapertura per il periodo natalizio

L’esperto ha anche spiegato le motivazioni che lo inducono a ritenere prematura e inaccettabile una riapertura in periodo natalizio: “I casi non stanno aumentando al ritmo della settimana scorsa. Se ieri fossero stati fatti 210-220mila tamponi, saremmo arrivati a circa 36-37mila casi. Quindi ci troviamo davanti a piccole variazioni rispetto al numero dei casi”. La variazione nel numero dei casi, dunque, non è così significativa da poter dire che la curva stia scendendo.

Una conferma dell’inizio della discesa della curva la si avrà la prossima settimana, a tal proposito il virologo ha spiegato: “Se non scende, bisogna fare qualche altra cosa. Sono morte 9 mila persone dall’inizio della seconda ondata, le famiglie stanno pagando un prezzo emotivo immenso”. Crisanti conclude il suo intervento con una considerazione sulla decisione del governo di preservare l’economia del Paese: “Un obiettivo che in qualche modo stanno raggiungendo”, quindi aggiunge: “Stiamo imponendo un sacrificio importante agli italiani, stiamo accettando un sacrificio sociale ed emotivo ogni giorno con 500 morti”.