Spid, che cos’è: come richiederlo e come funziona

Lo Spid è il sistema di identità digitale necessario tra le altre cose per richiedere il “reddito di cittadinanza” online. Ecco tutto quel che c’è da sapere al riguardo. 

Lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale) è un sistema di riconoscimento con il quale si può accedere a una serie di servizi online della pubblica amministrazione con un unico nome utente e un’unica password. Se ne è parlato molto in passato in quanto necessario per richiedere il “reddito di cittadinanza”. Ma ormai è indispensabile per usufruire di molti altri servizi.

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Lo Spid dalla A alla Z

Nello specifico, lo Spid è una credenziale digitale – nome utente più password – che identifica un cittadino italiano o uno straniero con permesso di soggiorno e residente in Italia. È riconosciuta su diversi siti della pubblica amministrazione, da quelli dei comuni – dove per esempio è possibile pagare multe o presentare denunce di occupazione relative alla Tari – a quelli dedicati ad apposite misure come il buono di 500 euro per i docenti o quello per i 18enni, o più di recente il bonus per le partite Iva danneggiate dall’emergenza Covid.

Per ottenere lo Spid occorre un documento d’identità valido – carta d’identità, passaporto, patente o permesso di soggiorno – e la tessera sanitaria con il codice fiscale, oltre a un indirizzo email e un numero di telefono cellulare (non è necessario essere intestatari del contratto). Il richiedente deve inoltre aver compiuto 18 anni. Al momento esistono nove “identity provider”, siti che offrono la possibilità di registrare uno Spid, che pur fornendo lo stesso servizio funzionano in modi un po’ diversi: Aruba, InfoCert, Intesa, Lepida, Namirial, Poste, Sielte, Register.it, Tim.

EDS