Covid, trasporti affollati: bus privati fermi e 180 milioni inutilizzati

Con i mezzi di trasporto iper-affollati il Covid si diffonde più facilmente: nel frattempo i bus privati rimangono nelle rimesse.

Con il ritorno a scuola dei ragazzi e a lavoro degli adulti, i mezzi di trasporto pubblici si sono riempiti di persone che necessitano del trasporto urbano per raggiungere la propria destinazione. In questi giorni in cui l’Italia deve confrontarsi con le nuove limitazioni tese al contrasto del Covid-19, le foto dei mezzi pubblici stracolmi di passeggeri stridono con l’esigenza di contenere la diffusione del virus.

Leggi anche ->Nuove chiusure prima del 9 novembre, lockdown dipende dalle terapie intensive

Il ‘Corriere della Sera’ racconta in merito a questo la storia dell’imprenditore Gabriele Saja. Il giovane imprenditore nel 2018 ha creato un impresa di trasporti privati in stile Uber, però utilizzando dei bus. Dall’inizio del 2020 ha a disposizione 16 mezzi ed altrettanti dipendenti, mezzi che nei mesi scorsi ha cercato di mettere a disposizione dei comuni italiani per alleggerire il carico dei mezzi pubblici. Una proposta, quella di Saja, che è rimasta inascoltata.

Leggi anche ->L’allarme di Miozzo: “Sarà lockdown tra 15 giorni, rispettate le regole”

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Trasporti pubblici affollati, la proposta dei privati rimasta inascoltata

Con la prima ondata di contagi, le prenotazioni del gruppo Saja e di tutte le altre aziende di trasporto (turistico e non) private si sono improvvisamente azzerate. Il giovane imprenditore, infatti, non è stato l’unico a proporre i propri mezzi ai comuni, sono tanti i titolari di aziende di trasporto private che hanno fatto domanda ai comuni, ma le risposte sembra che siano state sempre le stesse. Il risultato è che le rimesse in cui stazionano i mezzi private sono rimaste piene, le aziende private bloccate e con i lavoratori in cassa integrazione ed i mezzi pubblici affollati oltre la capacità consentita dall’emergenza sanitaria.

Una scelta irrazionale anche solo considerando l’opinione di membri illustri del Cts come Silvio Brusaferro che già in aprile sottolineava: “Emerge una criticità soprattutto per le grandi aree metropolitane relativa alla mobilità nelle ore di punta”. In agosto il governo ha stanziato 300 milioni di euro destinati all’affitto di bus privati per alleggerire il carico dei trasporti pubblici, dei quali oggi 180 milioni sono rimasti inutilizzati. Sono molte infatti le regioni che hanno deciso di non avvalersi della possibilità. Addirittura in Agosto, dopo un estenuante trattativa con le regioni, il governo ha accettato di aumentare la capienza di occupazione massima dei bus all’80% (quando il Cts consigliava un riempimento massimo del 50%).