Coronavirus, Giorgio Palù: “Il lockdown potrebbe fare più morti del Covid19”

La situazione per l’emergenza Coronavirus non è al momento soddisfacente, ma il virologo Giorgio Palù predica calma a Quarta Repubblica

Giorgio Palù

Ancora un chiarimento importante da parte del virologo Giorgio Palù durante la nuova puntata di Quarta Repubblica. L’emergenza sanitaria per Coronavirus è sempre molto presente e sta mettendo in grave difficoltà anche i lavoratori dopo il Dpcm varato dal Premier Conte. E così il virologo ha svelato spiegando nel dettaglio tutto ciò che è al momento la situazione: “C’è più rischio di morire di lockdown, di chiusura, di fame che di covid-19. Oggi abbiamo 237mila persone positive. Di queste, 1200 sono ricoverate in terapia intensiva, lo 0,54%. In ospedale sono ricoverate 12.000 persone, circa il 5%. Il 20% non è grave, ha pochi sintomi”. Poi ha aggiunto: “Al di fuori degli ospedali ci sono il 94% di persone asintomatiche o paucisintomatiche, cioè con sintomi lievi, tipo colpo di tosse, raffreddamento, leggeri mal di gola. Potrebbero stare anche a casa queste persone: proprio dopo marzo si sarebbe dovuto evitare l’affollamento degli ospedali. Portiamo via cure a chi ne ha veramente bisogno in questo momento”.

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Coronavirus, il punto di vista di Giorgio Palù

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Lo stesso Palù ha svelato nel dettaglio il tasso di mortalità:  “Studi di sieroprevalenza ci dicono che la letalità oscilla la tra lo 0,25% e lo 0,40%, il 3,5 per mille medio: siamo 3-4 volte superiori alla letalità dell’influenza stagionale ma decine di volte inferiori a Sars e Mers, per non parlare di Ebola e aviaria. Facciamo i conti con questi dati e quando si parla di questa letalità dovrebbe imporsi obbligatoriamente un’analisi dei rischi e dei benefici”. Infine, ha rivelato la differenza rispetto ai mesi scorsi: “Tra il 14 e il 24 settembre scorso hanno aperto le scuole, con 8 milioni di studenti in circolazione sui mezzi di trasporto. Tutti i virus a diffusione respiratoria hanno una recrudescenza autunnale e invernale. Inutile confrontare la situazione con quello che è accaduto a marzo, soprattutto per la quantità di campionamento”.

Giorgio Palù