Coronavirus, casi meno gravi rispetto a inizio emergenza

L’ultimo rapporto dell’ISS sul Coronavirus, casi meno gravi rispetto a inizio emergenza: gli asintomatici sarebbero oltre l’80%.

(ALBERTO PIZZOLI/AFP via Getty Images)

Nell’ultimo rapporto sull’epidemia Covid, aggiornato al 20 ottobre, l’Istituto Superiore di Sanità sottolinea come nelle prime settimane della pandemia venivano riscontrati casi più “severi e critici” e “deceduti positivi”, mentre ora “con il passare del tempo si evidenzia in percentuale un netto incremento dei casi asintomatici o paucisintomatici e una marcata riduzione dei casi severi e dei decessi”.

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Insomma, viene confermato che – sebbene comunque questo non sia un incentivo ad abbassare la guardia – i casi di questa seconda ondata al momento sono meno gravi. I dati mostrano il cambiamento nel tempo del quadro clinico riportato al momento della diagnosi, spiega l’ISS, mentre resta grave la situazione degli ospedali.

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Casi di Coronavirus in Italia: cosa ci dicono i dati

(MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Ben 7 Regioni sono da “codice rosso”, con un aumento dei ricoveri in ospedale e nelle terapie intensive molto sostenuto. Questo quanto evidenziato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane coordinato dal Professor Walter Ricciardi. Il dato che è al momento meno preoccupante è quello dei decessi, il cui numero tra febbraio e marzo aumentava giornalmente del 4,6%, mentre tra settembre e ottobre l’incremento è sceso sensibilmente, attestandosi allo 0,13%.

Cresce il numero dei soggetti positivi asintomatici rispetto ai mesi iniziali dell’epidemia: sono il 56,5% sul totale dei test molecolari effettuati nel periodo 20 luglio-20 ottobre. Un dato che è in aumento grazie alle attività di monitoraggio e screening. Ma si tratta di coloro che vengono attestati come tali. Ha spiegato all’agenzia ANSA, Flavia Riccardo dell’Istituto superiore di sanità che il dato di oltre l’80% di soggetti asintomatici al Coronavirus sarebbe “verosimile”.

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