Assembramenti in metro, Salvini: “Chiudono luoghi sicuri, ma continuano a fare ammassare gente”

Salvini posta polemicamente la foto della Metro C di Roma, mostrando come questa mattina le persone fossero ammassate.

Continuano le polemiche per le misure previste dal Dpcm firmato ieri da Giuseppe Conte. A lamentarsi per le decisioni prese sono i lavoratori dei settori colpiti, ma a sostenere la loro rivendicazione sono anche esponenti dei partiti politici d’opposizione. Uno di questi è sicuramente Matteo Salvini, il quale questa mattina ha rinnovato la polemica contro l’esecutivo, mostrando una foto degli assembramenti nella Metro C di Roma.

Leggi anche ->Matteo Salvini, video choc su Facebook: “Immagini che spezzano il cuore”

Nel post pubblicato su Twitter, il leader della Lega scrive: “Foto di stamattina, metro C di Roma fermata San Giovanni. Un’assurdità. Chiudono luoghi sicuri e controllati come palestre, piscine, cinema e teatri, ma continuano a far ammassare le persone in metropolitana e sugli autobus”. Insomma per l’ex ministro dell’Interno era necessario mettere delle restrizioni sui mezzi di trasporto che evitassero situazioni come quella verificatasi questa mattina alla fermata San Giovanni della stazione della metro di Roma.

Leggi anche ->Nuovo Dpcm e viaggi: cosa cambia adesso? Cosa si può fare e cosa no

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

 

Salvini duro con il governo: “Scaricate le responsabilità su attività definite ‘Superflue’… Indegno”

 

La testimonianza dalla Metro C di Roma, serve a Salvini per lanciare una dura accusa al governo, incapace a suo avviso di gestire la situazione, salvaguardare i posti di lavoro e assicurare la salvaguardia della salute pubblica. Ecco, infatti, cosa aggiunge nel prosieguo del tweet: “Sono al lavoro con sindaci e governatori della Lega perché garantire la sicurezza e al tempo stesso il lavoro è un dovere, cosa che al governo si sono dimenticati, preferendo scaricare le loro gravi responsabilità su imprese e attività definite (e umiliate) come ‘superflue’… Indegno”.