Terapia interrotta durante il lockdown, Mamma malata di cancro muore in 3 mesi

Una giovane mamma malata di cancro è morta dopo che la terapia è stata interrotta per contrastare l’emergenza di Coronavirus.

L’esplosione della pandemia di Coronavirus ha portato con sé una serie di problematiche gravi. Non bisogna considerare solo il fatto che le persone possono essere contagiate e ammalarsi gravemente, ma anche problematiche di tipo organizzativo su più livelli. Più volte si è parlato di come il lockdown abbia causato danni enormi all’economia dei Paesi colpiti e alle finanze di quelle persone che sono state costrette a non lavorare per mesi. Sicuramente si tratta di un dramma per chi non possiede grossi risparmi e non sa come pagare bollette e spese varie.

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Meno si è parlato del danno che la ristrutturazione dei reparti per accogliere i malati di covid ha comportato per chi soffre di altre patologie. Un caso emblematico in tal senso si è verificato in Inghilterra e riguarda una giovane donna di 31 anni con un cancro all’intestino. La donna, Kelly Smith, ha scoperto di avere il cancro nel 2017 ed era anche stata costretta ad un’operazione di rimozione di parte dell’intestino. In questo 2020 doveva completare un ciclo di chemioterapia, ma a Marzo le è stato detto che veniva interrotta per tre mesi, poiché bisognava fronteggiare il Covid.

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La gestione dei casi di cancro in tempo di Coronavirus

Il risultato di questa interruzione è stato letale: nei tre mesi successivi il cancro si è diffuso in tutto il corpo e la donna è morta nei primi giorni di giugno. Ciò che è capitato a Kelly potrebbe capitare a tante altre persone, per questo motivo i medici britannici si appellano al governo chiedendo che i reparti oncologici rimangano in funzione anche in caso di aumento dei malati di Covid. Il professor Karol Sikora, oncologo dell’Università di Buckingham, avverte: “Il cancro non è una malattia che ti permette di lasciare i pazienti in attesa per tre mesi. Non si tratta della sostituzione di un’anca o di un’operazione per la cataratta in cui i pazienti in attesa patiscono lo sconforto, se il cancro non è diagnosticato e trattato prontamente si diffonde e molte persone moriranno”.

L’appello del medico viene sposato in pieno dal leader labourista Sir Keir Starmer, il quale ha dichiarato: “Ci saranno terribili conseguenze se il governo non restaura i servizi di assistenza per il cancro e assicura ai pazienti i trattamenti di cui necessitano”. Dello stesso avviso l’ex leader dei Tory Duncan Smith, che tuona: “Questa ossessione con un problema – il Covid – è disastrosa. Un secondo lockdown comporterebbe danni  non quantificabili in termini di salute: meno pazienti con il cancro verrebbero trattati e ci sarebbero più morti”.