Omicidio Pamela Mastropietro, il pusher nigeriano: “Ho fatto una cosa terribile”

Innocent Oseghale, il pusher nigeriano imputato ad Ancona per l’omicidio di Pamela Mastropietro, sostiene che la ragazza “morì dopo un malore”. 

“Ho fatto una cosa terribile ma voglio pagare per quello che ho fatto, non per quello che non ho fatto”. E’ quanto dichiara Innocent Oseghale, il pusher nigeriano imputato ad Ancona per l’omicidio di Pamela Mastropietro in Corte d’assise d’appello. L’uomo si è preso la responsabilità dello smembramento del corpo, ma ribadisce che “non l’ho uccisa”, e rivela che la ragazza ebbe un malore dopo aver assunto dell’eroina.

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La verità sulla tragica morte di Pamela Mastropietro

Il 32enne condannato in primo grado all’ergastolo ribadisce la sua innocenza in aula ad Ancona. “Ero sotto choc, confuso – ha ammesso riferendosi agli ultimi momenti passati in compagnia della ragazza, ritrovata morta il 30 gennaio 2018 a Macerata – non giudicatemi per il colore della pelle…”. A uccidere Pamela sarebbe stato un malore avuto dopo l’assunzione di eroina: caduta dal letto, la ragazza avrebbe progressivamente perso coscienza e morire.

Davvero è stata quella la causa della tragica fine della diciottenne romana, sparita il 29 gennaio di due anni fa dopo aver lasciato la comunità di recupero Pars di Corridonia (Mc)? La versione di Innocent Oseghale, arrestato il 1° febbraio dopo che nella sua abitazione sono stati ritrovati i vestiti della ragazza sporchi di sangue e altre prove compromettenti, non convince gli inquirenti, e per varie ragioni. Ma non si escludono altri colpi di scena nelle prossime ore.

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EDS