Morgan candidato sindaco di Milano: il credo politico del cantante

Vittorio Sgarbi annuncia che Morgan sarà il suo candidato sindaco di Milano: il credo politico del cantante.

(Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

Nei giorni scorsi, il parlamentare Vittorio Sgarbi, eletto nelle file di Forza Italia e tra i più critici nell’opposizione sia rispetto all’euro che nei confronti delle decisioni del governo sul lockdown Coronavirus, aveva manifestato l’intenzione di candidarsi a sindaco di Roma con la lista Rinascimento. Oggi un passaggio in più: la lista si presenterà anche a Milano e il candidato sindaco sarà il cantante Marco Castoldi in arte Morgan.

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Lo ha annunciato lo stesso Vittorio Sgarbi in diretta a Un giorno da pecora: “Sono intenzionato a candidare a Milano Morgan, il cantante, glielo ho detto ieri. Gli ho chiesto se preferiva Milano o Napoli e lui mi ha detto che preferirebbe Milano”. Rinascimento, il movimento di Vittorio Sgarbi è stato di recente la sorprese delle elezioni in Valle d’Aosta: ha raccolto il 5% alle Regionali e addirittura è arrivato al ballottaggio ad Aosta.

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Cosa pensa Morgan: le idee politiche del cantante, candidato sindaco a Milano

(Valerio Pennicino/Getty Images)

La vicinanza di Morgan a Vittorio Sgarbi non è cosa nuova: già nel 2017 sostenne Rinascimento nelle elezioni siciliane. Disse all’epoca in un’intervista al Corriere della Sera: “Vittorio arriva alla politica dall’insegnamento. E quasi in modo plebiscitario approda alla politica come conseguenza diretta del suo comunicare. Attenzione, però: non comunicare in quanto intortare o incantare, ma comunicare nel senso di trasferire che è ben altro e molto più etico”. Si presentò anche in conferenza stampa a Palermo per sottolineare: “Io voglio inventare un ministero: politiche digitali. Oggi confluisce tutto lì. Sarei il capo del mondo se fossi ministro delle politiche digitali”.

In un passato anche recente le prese di posizione politica di Morgan hanno fatto storcere il naso a sinistra. Nell’estate 2019, intervistato da Adnkronos, prese le difese dell’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Lasciamo lavorare Salvini. Un governo eredita una situazione, magari ha tante buone idee ma non è facile metterle in pratica. Per cui non rompiamo i coglioni a Salvini, lasciamolo lavorare. È stato eletto dal popolo, ha un mandato e segue la sua logica governativa”. Poco prima di Sanremo 2020, esperienza finita malissimo, sostenne invece a Fanpage.it: “Mussolini era una persona colta e oggi non ce ne sono molti di politici colti in giro”. Quindi su Bettino Craxi: “Ha pagato con la vita tutto un marciume di cui non era l’unico responsabile, anzi, forse lo faceva con più eleganza di altri”.