L’assurda storia di Leo, morto a 9 anni dopo la caduta da un armadietto

Leo Latifi è deceduto dopo essere salito su un armadietto della sua scuola e aver sbattuto la testa cadendo. 

Dall’inchiesta sulla morte di Leo Latifi emerge che il bambino di nove anni è deceduto dopo essersi recato nel circolo di nuoto della Great Baddow High School di Chelmsford, nell’Essex (Regno Unito). Il 23 maggio dello scorso anno il piccolo si è arrampicato su un armadietto ed è caduto, battendo violentemente la testa: l’impatto purtroppo gli è stato fatale.

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La verità sulla morte di Leo Latifi

Il piccolo Leo si trovava nello spogliatoio con un amico della sua stessa età mentre suo padre guardava il suo fratello minore nuotare. L’amico ha riferito che si stava arrampicando sull’armadietto quando è caduto, sbattendo la testa su una panchina. Sono stati subito chiamati i servizi di emergenza, ma il bambino è morto in ospedale poco dopo. La causa della sua morte è ufficialmente “una grave ferita alla testa”.

Secondo la testimonianza resa dall’amico, Leo “ha provato a mettere un piede a terra ma non ci è riuscito, poi la sua testa ha colpito la panchina”. Paul Draper, direttore amministrativo della scuola, ha dichiarato in aula che gli armadietti “erano stati valutati come stabili, sicuri e adatti allo scopo”. E alla domanda del medico legale se ci fosse qualcosa che la scuola avrebbe potuto fare diversamente, ha risposto: “A essere sincero, probabilmente no”. Tutto il personale, i genitori, e gli alunni della scuola di Leo – ricordato come un alunno che “quando entrava in classe illuminava tutti” – sono ancora sconvolti per quanto accaduto. L’inchiesta intanto va avanti.

EDS