Covid, Guerra dell’Oms: “In Italia situazione sotto controllo, ma il rischio esiste”

Interrogato sulla situazione attuale di diffusione del covid e sulle misure del Dpcm, Guerra dell’Oms ammette che il pericolo è ancora alto.

Ormai non si tratta più di congetture e di probabilità, in Europa l’emergenza Covid si è tornata a fare sentire. I numeri dei positivi parlano chiaro, in Francia ci sono stati 16.000 nuovi casi in 24 ore, nel Regno Unito all’incirca 12,000. In Italia i numeri sono aumentati in maniera esponenziale, e ieri il numero di nuovi positivi si è attestato sui 5,456. Nel nostro Paese i numeri si sono attestati su queste proporzioni da circa una settimana, motivo per cui il Cts ed il governo stanno studiando nuove strette alle attività permesse allo scopo di limitare la diffusione dei contagi.

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Allo stato attuale la situazione ospedaliera è sotto controllo, ma se i numeri dovessero continuare a salire c’è il rischio di trovarsi nuovamente in forte pericolo. A tal proposito il vice direttore dell’Oms Ranieri Guerra ha sottolineato: “Non siamo più di fronte a un rischio, siamo di fronte a un pericolo vero e completo. La mascherina può aiutare molto se viene indossata da tutti e in maniera corretta”.

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Covid, Guerra: “Due settimane per vedere se le misure prese saranno efficaci”

Onde evitare ogni genere di allarmismo, Ranieri Guerra specifica che al momento in Italia la situazione è sotto controllo: “Siamo ancora con focolai che vengono identificati e in qualche modo contenuti”. Per quanto riguarda l’istituzione di un nuovo lockdown, l’esperto dell’Oms aggiunge che al momento non è possibile fare una previsione a riguardo: “C’e’ un documento che il Cts ha preparato e si basa su una serie di scenari possibili. La situazione è ancora abbondantemente sotto controllo. Con le nuove misure che il governo sta preparando cercheremo di contenere il rischio”.

Insomma il lockdown sarebbe solo una soluzione emergenziale nel caso in cui tutte le altre misure fallissero nel contenimento del contagio. Per scoprire se sarà così o meno, bisognerà attendere le prossime settimane e valutare l’evoluzione del contagio: “Altri Paesi, con una struttura più centralizzata, hanno preso un po’ in ritardo il risorgere del contagio e della trasmissione. Speriamo che non sia il nostro futuro, che sia un’allerta talmente forte che le misure prese possano avere successo, ma lo vedremo tra un paio di settimane”.