Coronavirus, Ricciardi: “Alcune Regioni non pronte, ospedali quasi pieni”

Facendo il punto della situazione sul Coronavirus e il probabile arrivo della seconda ondata Ricciardi manifesta disappunto.

L’ex presidente dell’ISS, ora consulente del Ministro della Salute nell’emergenza Coronavirus, Walter Ricciardi ha fatto il punto della situazione sulla situazione sanitaria in Italia. Come prima cosa ha spiegato che si sta cercando di ridurre il tempo di quarantena dei positivi o presunti tali dai 14 giorni attuali ai 10, come in Germania. Una soluzione che è già stata proposta al governo, ma che dev’essere valutata, votata ed approvata.

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In secondo luogo Ricciardi chiarisce ancora una volta che non ci sarà un secondo lockdown. Tuttavia non è escluso che si chiudano o limitino alcune attività non necessarie per evitare che si creino assembramenti ingiustificati. A tal proposito l’esperto ha dichiarato: “Stiamo pensando di evitare tutte le situazione che provocano assembramenti non giustificati. Non c’è nessuna ipotesi di chiusura di esercizi commerciali si sta pensando a quali sono le attività che prevedono assembramenti ingiustificati che riguardano attività non primarie”.

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Coronavirus, Ricciardi: “Alcune regioni non sono pronte alla seconda ondata”

Parlando successivamente dell’eventualità di una seconda ondata da gestire, Ricciardi attacca alcune Regioni che, secondo il suo avviso, non si sono preparate a dovere: “La rilassatezza dall’estate ha determinato un abbassamento della guardia. Alcune regioni sono preparate altre meno e quest’ultime non hanno aumentato la capacità di testing che si sta rivelando ora necessaria”. Con l’arrivo dei virus influenzali, infatti, ci saranno molte più chiamate al SSN e se non ci sarà una risposta pronta e risolutiva, si rischia l’esubero di pazienti nei Pronto Soccorso: “Molte regioni non hanno creato i percorsi differenziati, così il rischio è che gli ospedali diventino luoghi di contagio. Siamo ancora in tempo per evitarlo”.

Un altro aspetto che preoccupata l’ex presidente dell’ISS è l’andamento del contagio nel Lazio ed in Campania. In queste due regioni, infatti, all’aumento dei positivi sta corrispondendo quello dei ricoveri: “Le strutture Covid in questo momento in Campania e nel Lazio sono quasi piene. Mi preoccupano non tanto le terapie intensive di cui si parla, ma le sub-intensive dove ci sono pazienti infettivi che devono essere curati in un certo modo. E i posti si stanno già saturando adesso figuriamoci quando arriverà l’influenza”. Ricciardi conclude sottolineando come al momento non siamo giunti al collasso, ma che la pressione è forte nei prossimi mesi potrebbe diventare difficile da gestire.