Il killer di Lecce: la sua rabbia nata da delusioni d’amore

Nuovo interrogatorio per il killer di Lecce: la sua rabbia nata anche da delusioni d’amore, ha raccontato agli inquirenti.

Assume contorni sempre più inquietanti il movente del duplice omicidio di Lecce, in cui vennero trucidati ormai tre settimane fa l’arbitro di Lega Pro, Daniele De Santis, e la sua compagna Eleonora Manta. Il 21enne Antonio De Marco, responsabile della mattanza in un appartamento nei pressi della stazione ferroviaria, continua a rispondere alle domande degli inquirenti.

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Gli stessi cercano di risalire a un possibile movente che possa aver mosso la mano del killer e lo possa aver portato a compiere un delitto così atroce. “È stato un mix di tante cose, non so neanche io. A volte venivo assalito da crisi di rabbia, ogni tanto avevo delle crisi in cui scoppiavo a piangere all’improvviso”, ha detto nelle scorse ore confessando di aver pensato anche al suicidio.

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Cosa ha mosso la mano del killer di Lecce: un dramma senza fine

Dagli interrogatori emergono altri dettagli e si parla di delusioni amorose da parte del ragazzo. “Un paio di mesi fa qui a Lecce. Una compagna di corso. Non ci sono uscito, ci frequentavamo nell’ambito universitario, ma lei mi ha detto che dovevano restare amici”, ha spiegato Antonio De Marco. E alla domanda se questo sia stato “un ingrediente” che possa aver mosso la sua rabbia, ha risposto affermativamente. Dal suo passato, emerge un’altra delusione amorosa: quando era studente alla Facoltà di Biologia nei confronti di una ragazza, che lo avrebbe anch’essa respinto.

Nei giorni scorsi, Rosalba Cavalera, la madre di Antonio De Marco, ha scritto una lettera aperta ai familiari di Daniele De Santis ed Eleonora Manta, per chiedere scusa del gesto del figlio. Scuse che sicuramente non potranno curare ferite così profonde, ma che sono scritte da una mamma, che vive anche essa una sofferenza terribile. Scriveva la donna: “Vi chiedo ancora scusa per la mia presunzione, perché quando ho appreso del Vostro dramma, ed ancora non sapevo che era stato causato da mio figlio,ho creduto di poter comprendere il Vostro dolore di madri, ma non era così. Solo ora che anche io, sia pure in maniera differente , provo quella stessa sofferenza”.