Coronavirus, lo sfogo della dottoressa: “Non so se riusciremo ad essere i vostri eroi”

Una dottoressa dell’ospedale di Aosta si sfoga sui social, spiegando ai cittadini che una nuova ondata di Coronavirus sarebbe devastante.

Tra marzo e aprile, la paura per il contagio da Coronavirus aveva spinto gli italiani a mostrarsi solidali gli uni con gli altri e riconoscenti nei confronti del personale sanitario che lottava strenuamente per salvare quante più vite possibile. A distanza di mesi da quel periodo gli angeli, gli eroi della pandemia sembrano essere stati dimenticati. Molti infatti non seguono le indicazioni date dal comitato tecnico-scientifico, alcuni addirittura non credono che il pericolo Covid-19 sia così elevato come si dice.

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Il risultato di questo allentamento di attenzione da parte degli italiani è che il numero di positivi cresce giorno dopo giorno ed il rischio che chi s’infetta sviluppi sintomi gravi di conseguenza. Proprio il timore che nei prossimi mesi si debba assistere ad una situazione d’emergenza come quella di inizio anno spaventa i medici e  tutti gli operatori sanitari. Lo dimostra un post pubblicato sui social dalla dottoressa lampedusana Antonia Billeci. Il medico che lavora presso l’ospedale d’Aosta Umberto Parini, infatti, scrive: “Io non lo so se noi, Operatori Sanitari, riusciremo nuovamente ad essere i vostri eroi. Non lo so se avremo ancora la forza giusta per affrontare una nuova ondata da infezione da Coronavirus. Nella tempesta attraversata nell’ultima primavera, abbiamo dato tutto di noi”.

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Coronavirus, dottoressa lancia un appello: “Ogni positività mi crea angoscia”

Io non lo so se noi, Operatori Sanitari, riusciremo nuovamente ad essere i vostri eroi.Non lo so se avremo ancora la…

Pubblicato da Antonia Billeci su Domenica 4 ottobre 2020

Quello della dottoressa siciliana vuole essere un monito ed insieme un richiamo alla responsabilità per ogni cittadino. Spiega infatti che gli operatori sanitari sono stremati e non potranno reggere una seconda ondata come quella che ha sconvolto il Paese in primavera: “Io non lo se riuscirò ancora una volta a lottare, a visitare, curare, consolare, consigliare quella folla di ammalati che ci ha travolti nei mesi scorsi. Ho una paura tremenda. Vedo il conteggio dei tamponi, ogni positività mi crea un po’ di angoscia, che cresce, che monta sempre di più. E nello stesso tempo monta la rabbia per la superficialità di molti, negazionisti o semplici intolleranti alla mascherina”.

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