Clandestini, la frase shock del sindaco di Ferrara: “Un tumore da sradicare”

Commentando una notizia sulla revoca dei permessi di soggiorno, il sindaco di Ferrata ha paragonato i clandestini a tumori da sradicare.

Quella contro l’immigrazione clandestina è la lotta principale che ha perseguito la Lega nell’anno di governo in collaborazione con il Movimento 5 Stelle. Una lotta che condivide anche il sindaco leghista di Ferrara Alan Fabbri. Nelle ultime ore, infatti, il primo cittadino della città estense ha commentato la notizia riguardante la mancata concessione o la revoca dei permessi di soggiorno nei confronti dei clandestini.

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Dall’inizio del 2020, infatti, nella città emiliana sono stati rigettate 134 richieste di permesso di soggiorno e ne sono state revocate altre 12. A tal proposito il sindaco di Ferrara scrive: “Se chiedi la protezione internazionale la devi meritare, lavorando onestamente e rendendoti utile alla collettività che ti ospita”. Quindi ha fatto i propri complimenti al questore Capocasa per aver intensificato i controlli nelle zone in cui risiedono gli immigrati.

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La frase shock del sindaco di Ferrara sui clandestini: “Un tumore da sradicare”

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Pubblicato da Alan Fabbri Sindaco di Ferrara su Giovedì 1 ottobre 2020

A fare scalpore non è certo stato il commento sulle espulsioni, quanto il concetto espresso su Facebook dove ha definito i clandestini “un tumore da sradicare”. Successivamente ha pure aggiunto: “Violenti, spacciatori e bivaccatori seriali, che altro non fanno che rendere meno sicura la nostra città. Devono solo tornare da dove sono venuti. Per noi non sono né risorse né persone da integrare a nostre spese”.

Frasi dure che di certo non riguardano la totalità delle persone che giungono in Italia e che cercano asilo nel nostro Paese. Tra la miriade di immigrati clandestini che giungono sulle nostre coste, infatti, ci sono molti bambini, donne e uomini il cui unico scopo è quello di trovare una realtà differente da quella in cui sono cresciuti per alimentare la speranza di poter vivere un’esistenza serena e dignitosa.