Coronavirus, il viceministro Sileri: “Sbagliato dire ‘è solo un raffreddore'”

In una lunga intervista rilasciata ai microfoni de “Il Corriere della Sera” il viceministro Sileri ha espresso novità importanti

Novità importanti quelle svelate dal viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, che ha espresso ancora una volta il suo punto di vista per quanto riguarda il continuo aumento di contagi come svelato ai microfoni de “Il Corriere della Sera“: “Credo che si continuerà. Nei primi dieci giorni di ottobre ci potrebbero essere gli effetti dell’apertura delle scuole. Dobbiamo tenere sotto controllo i focolai e l’aumento sarà graduale: in questo modo il sistema sanitario non sarà sotto pressione”. Poi ha aggiunto: “Non bisogna mollare proprio ora. Ora con l’autunno e l’inverno ci saranno le influenze, dobbiamo stare attenti a non intasare i pronto soccorso”. La soluzione è soltanto una: “Tamponi e test rapidi. Ne stiamo facendo molti ma dobbiamo triplicarli aumentando così la diagnostica. E ai primi sintomi sospetti restare a casa e chiedere di fare i test: in questa situazione è sbagliato pensare ‘è solo un raffreddore'”.

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Coronavirus, il punto di vista del viceministro Sileri

Successivamente Sileri ha continuato a parlare dei test: “Non dobbiamo lasciare le persone in casa. Bisogna dare loro un responso in poco tempo. Oggi ci vogliono più di due giorni per conoscere il risultato. Quindi oltre ai tamponi ci sono i test salivari che si usano già negli aeroporti e ora anche a scuola: sono più economici, danno il risultato quasi in tempo reale per evitare così una quarantena inutile”. Infine ha svelato la versione per chi è stato a contatto con un positivo: “Per chi ha avuto solo contatti indiretti con un positivo. Il virus si conosce di più: l’incubazione è tra i 4 e i 6 giorni, quindi già al settimo giorno si può fare un tampone e sapere se si è positivi. In caso negativo, isolarsi per altri sette giorni è inutile”.