Omicidio di Rozzano: chi sono i fratelli Luca e Sandro Tromboni

Il caso dell’Omicidio di Rozzano: chi sono i fratelli Luca e Sandro Tromboni, movente del delitto e accuse al presunto assassino.

Sandro e Luca Tromboni

Saranno l’omicidio di Luca Tromboni e il processo a carico del fratello Sandro i temi trattati dalla puntata di Un Giorno in Pretura di oggi 26 settembre. Il processo si è concluso con la sentenza definitiva a carico di Sandro Tromboni, condannato all’ergastolo dalla Cassazione. Ma come si è arrivati alla sentenza per l’omicidio avvenuto nell’azienda di famiglia a Rozzano, in provincia di Milano, il 19 marzo 2015?

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Stando alle accuse mosse nei confronti di Sandro Tromboni, il delitto sarebbe stato aggravato dalla premeditazione, ma da parte sua l’uomo ha sempre negato gli addebiti nei suoi confronti. Il 20 marzo, il responsabile della ditta di famiglia, Luca Tromboni, avrebbe dovuto varare la decisione di dimezzare gli stipendi dei dirigenti della medesima ditta, la Tromboni Srl.

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Il caso dell’omicidio di Luca Tromboni: le accuse al fratello Sandro

stupra la moglie giudice

Secondo quanto si è appreso, Sandro, fratello minore della vittima, era contro quella decisione. Da qui, era maturata la scelta di eliminare il fratello, il giorno precedente la scelta aziendale. L’uomo, 50 anni, fu ucciso quindi la sera del 19 marzo 2015 nel capannone della ditta. Il suo corpo fu ritrovato in una pozza di sangue la mattina dopo da sua mamma, Angelina, 76 anni. La donna era stata anche l’ultima persona ad averlo visto in vita. Due le grosse ferite di arma da fuoco sul corpo di Luca Tromboni: una sulla testa ed una all’addome.

Sin da subito, le indagini ruotarono su quelli che erano ritenuti rapporti conflittuali tra i due fratelli. Dieci mesi dopo soltanto, nel gennaio 2016, si giunse all’arresto di Sandro Tromboni, 47 anni. Gli indizi a suo carico erano pesanti, ma l’uomo ha sempre sostenuto la propria innocenza, nel corso di tutta la fase processuale. Tra gli indizi, a parte le diverse testimonianze sui rapporti tesi tra fratelli, ci sono le tracce rinvenute dai militari dell’Arma dei Carabinieri nel computer di Sandro riguardo l’acquisto di un kit per la pulizia di una pistola calibro 7.65, l’arma del delitto mai ritrovata. Inoltre, nelle maniche del giubbotto del fratello assassino, i Ris rinvennero tracce di polvere da sparo. Diversi dunque gli elementi che portarono al rinvio a giudizio dell’uomo, fino alla condanna in Cassazione.

bambino in coma