Agenti scoperti a fare sesso in servizio: costretti a rassegnare le dimissioni

Due agenti sono stati scoperti mentre avevano un incontro sessuale in servizio: il corpo di Polizia li ha costretti a dare le dimissioni.

Sin da quando si sono conosciuti,  l’agente Andrew Perry (35 anni) e l’agente Zoe Phillips (32 anni) della polizia di Gwent hanno provato un’irresistibile attrazione reciproca. Inizialmente hanno provato a resistere, anche perché Perry è sposato con una collega ed ha 3 figli. Alla fine, però, i due amanti hanno ceduto alla passione e non si sono più fermati. Non potendo vedersi alla fine del turno per via della famiglia dell’uomo, i due agenti hanno cominciato a farlo durante l’orario di servizio. I loro incontri passionali sono stati notati da qualcuno che, infatti, li ha denunciati anonimamente alla polizia.

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Dopo aver ricevuto la soffiata anonima, il dipartimento ha aperto un’indagine ed ha piazzato sull’auto dell’agente Perry un gps per tracciarne i movimenti. Controllando il percorso fatto dalla volante gli investigatori si sono resi conto che questo non seguiva il percorso stabilito, ma soprattutto che si era diretto verso una zona desolata della città per appartarsi con la collega.

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Agenti scoperti a fare sesso in servizio e costretti alle dimissioni

Messi davanti al fatto compiuto i due amanti si sono visti costretti ad ammettere la loro colpa. L’agente Perry ha confermato che: “C’è stato un intenso petting e lei mi ha fatto del sesso orale”. L’agente Phillips ha dovuto ammettere che c’era stato l’incontro, ma ha cercato di discolparsi puntando il dito contro il collega. Sulla questione è stata aperta un’indagine interna grazie alla quale verranno entrambi giudicati per Condotta illegale durante il servizio.

Parlando del caso, il presidente della Commissione disciplinare ha condannato duramente il comportamento dei due agenti, sottolineando che se non avessero presentato le dimissioni sarebbero stati in ogni caso licenziati. Questo perché le loro azioni hanno gettato discredito sul corpo di Polizia “Minando la fiducia della gente nelle forze dell’ordine”. Lo stesso presidente ha poi spiegato in che modo questo comportamento è stato lesivo nei confronti dei cittadini e della stessa Polizia: “Tutti i contatti tra i due sono avvenuti in orario di lavoro, mentre erano in servizio,  e questo è andato a scapito della Polizia di Gwent e dei cittadini. Il fatto che si trovassero in una zona remota equivale ad avergli proibito di rispondere ad una chiamata”.