Covid-19, studio allarmante: “Il virus è cambiato, resiste alle mascherine”

I dati riscontrati in uno studio effettuato all’Università di Houston, Texas, dimostrerebbero che il covid-19 è mutato ed è più resistente.

Giornalmente, da qualche mese a questa parte, vengono pubblicati degli studi riguardanti il Covid-19. L’ultimo che ha raggiunto diffusione mondiale è quello effettuato dall’Università di Houston (Texas), nel quale i ricercatori avrebbero riscontrato una mutazione del Sars-Cov-2 nel 99% dei nuovi casi. Al momento lo studio non è stato sottoposto ad una verifica ‘Peer-review’, il che significa che i risultati ottenuti non sono stati confermati.

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Dettaglio che fa tirare un sospiro di sollievo a tutti, visto che se i dati venissero confermati e lo studio mostrasse realmente ciò che è accaduto in questo ultimo periodo, significa che ci troveremmo di fronte ad virus diverso e maggiormente resistente. Per giungere a tale conclusione i ricercatori americani hanno analizzato il genoma del Sars-Cov-2 in tutti i casi verificatisi nell’intera città di Houston da marzo fino ad oggi.

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Covid-19, i risultati dello studio texano

Stando a quanto hanno riferito gli autori, in questi mesi il virus sarebbe circolato in maniera incontrollata per l’ostinazione degli americani a non seguire le indicazioni del governo. In questo modo il Sars-Cov-2 sarebbe diventato sempre più forte ed ora sarebbe addirittura in grado di superare ostacoli come la mascherina ed il costante lavaggio delle mani e persino il distanziamento di 1-2 metri.

Nelle scorse ore Anthony Fauci, virologo chiamato a guidare la task force americana contro il Covid-19, ha espresso il proprio parere sulla ricerca, invitando comunque alla calma poiché si tratta di dati non confermati: “Se ci saranno conferme, tutto questo potrebbe avere implicazioni importanti sulla nostra capacità di controllare il virus”. Insomma bene porre attenzione su questi risultati, ma senza entrare nel panico poiché potrebbero anche non risultare veritieri.