Colleferro, il quadro choc dopo l’autopsia: “Lesioni multiple a più organi”

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Si è concluso l’esame sul corpo di Willy Monteiro Duarte, il 21enne barbaramente ucciso a Colleferro: “Lesioni multiple non solo al torace e all’addome”.

Lesioni multiple a più organi, non solo al torace e all’addome, sul corpo straziato di Willy Monteiro Duarte, il 21enne barbaramente ucciso a calci e pugni nella notte tra sabato e domenica a Colleferro, vicino Roma. È quanto emerge dall’autopsia sul cadavere del ragazzo. I segni del pestaggio violento di cui è stato vittima delineano “un quadro chiaro”, come l’ha definito il professor Saverio Potenza, che ha effettuato l’esame al policlinico Tor Vergata di Roma alla presenza dei consulenti di parte.

In particolare, dall’autopsia, durata quattro ore, è emerso un politraumatismo importante con più lesioni in più organi in diversi distretti del corpo e non solo nella zona del torace e dell’addome. Per avere una ricostruzione precisa della dinamica dei fatti, tuttavia, bisognerà attendere gli esami di laboratorio e istologici, che consentiranno di stabilire quali lesioni traumatiche siano state inferte attivamente (come nel caso di calci e pugni) e quali subite passivamente (ad esempio per effetto di una caduta).

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Fratelli Bianchi Willy Colleferro

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Nelle scorse ore, intanto, è stato divulgato il contenuto delle testimonianze di chi ha assistito all’aggressione di Willy, sulla base delle quali è stata disposta l’ordinanza di arresto per i fratelli Gabriele e Marco Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, l’unico ad aver ottenuto i domiciliari perché il gip ne ha riconosciuto la (“posizione più sfumata”). Lo stesso gip ha riconosciuto l’aggravante dei “futili motivi”: “Un’aggressione senza plausibile ragione” nei confronti di una persona che “non c’entrava nulla”.

Il testimone chiave, Emanuele Cenciarelli, era con la vittima e altri amici in largo Santa Caterina a Colleferro: “I due ragazzi con i quali Federico, l’amico di Willy, stava inizialmente discutendo ricordo che uno indossava una camicia di colore bianco e aveva in viso tatuata una lacrima sotto l’occhio, nonché diversi tatuaggi su entrambe le braccia e le mani – ha raccontato -. L’altro ragazzo invece aveva un braccio ingessato. Al momento dell’aggressione ricordo che oltre ai predetti ragazzi da me descritti si sono uniti altri tre ragazzi di cui che sono in grado di descrivere soltanto due. L’uno indossava una polo di colore verde con capelli molto corti e l’altro con un vistoso tatuaggio sul collo. Per quanto io ricordi tutti ragazzi sferravano calci e pugni contro me e Willy. Ho un vivido ricordo di un paio di loro che addirittura saltavano sopra il corpo di Willy steso in terra e già inerme”.

Un’altra testimonianza fondamentale è quella di Fayza Rouissi, che ha ricordato: “Conosco tre delle persone che si sono rese responsabili della rissa. E sono: Gabriele Bianchi, Marco Bianchi, i cosiddetti ‘gemelli Bianchi’ di Artena e Mario Pincarelli. Chi materialmente ha picchiato Willy è stato Gabriele Bianchi che dapprima gli ha dato un calcio in pancia, quindi Willy si è accasciato a terra, dopodiché si è rialzato ed è stato colpito nuovamente da Gabriele”. È allora che il 21enne è caduto a terra. “Perdeva sangue dalla bocca. Gabriele l’ha picchiato da terra per qualche istante, dopodiché, quando è arrivata la sicurezza dei locali, è scappato insieme agli altri”.

L’origine della rissa che ha poi portato al pestaggio mortale è stata ricostruita da Federico Riccardo Zurma: “Mentre stavamo scendendo lungo le scale che portano a Largo Oberdan poco dopo l’1.30 siamo stati avvicinati da tre ragazze di nostra conoscenza che hanno spiegato di essere state importunate da alcuni ragazzi di Artena. Io e il mio amico Alessandro, fidanzato di una delle tre giovani, siamo andati a chiederne conto. Abbiamo iniziato a discutere, ho ricevuto un pugno e poi è scoppiato il parapiglia. In tanti ci hanno separato. Quando stavo per allontanarmi ho notato un altro gruppetto di persone che litigava a calci e pugni. Qualcuno mi ha detto che quello a terra steso era Willy”. “Tremava – ha aggiunto -, si agitava come se avesse le convulsioni. Abbiamo provato a prestare soccorso, poi è arrivata l’ambulanza. Noi siamo andati via perché l’amico che era con me aveva riconosciuto negli aggressori di Willy i ragazzi di Artena. Abbiamo temuto ci picchiassero anche a noi”.

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EDS

Willy fratelli Bianchi