Allenatore pedofilo ammette di aver molestato due minorenni, ma evita il carcere

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Denunciato per molestie sessuali ai danni di due allieve minorenni, l’allenatore viene condannato ma riesce ad evitare il carcere.

James Dowle, 25enne allenatore di due squadre femminili di rugby è stato condannato a 38 settimane di carcere per aver molestato sessualmente due giocatrici minorenni. L’uomo era il responsabile della squadra under 18 e di quella under 15 di rugby femminile di Cardiff. Dopo le accuse di molestie è stato licenziato ed ora che è giunta la condanna è stato sospeso dal ruolo di allenatore per due anni. Probabilmente dopo questa vicenda non troverà più un posto di lavoro nel campo dello sport giovanile.

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Il suo comportamento perverso e inappropriato è stato scoperto verso la fine del 2018, quando una madre ha trovato sullo smartphone della figlia allora 13enne i messaggi che le aveva inviato l’allenatore. In aula la pubblica accusa ha condiviso il contenuto dei messaggi: “Dowle ha chiesto all’adolescente che foto avesse su Instagram. Le ha detto che aveva sue fotografie nel suo feed. Lui le ha chiesto cosa avesse fatto sessualmente. Quindi ha aggiunto: ‘dovremmo farlo'”.

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Allenatore pedofilo denunciato: l’ammissione e l’arresto

La madre non ci ha visto più ed ha immediatamente denunciato l’allenatore della figlia per molestie sessuali. La polizia ha arrestato l’uomo il giorno seguente alla denuncia. Appena lo scandalo è emerso, una altra madre si è fatta avanti ed ha portato ulteriori accuse contro l’uomo. La figlia 14enne, infatti, aveva avuto uno scambio di messaggi dopo aver litigato con la madre. La donna l’ha scoperto e le ha proibito di rifarlo, anche se i messaggi avessero riguardato gli allenamenti ed il rugby.

Dopo l’arresto, però, la ragazzina ha confessato alla madre che c’erano stati altri scambi di battute: “C’è stato uno scambio di messaggi di natura sessuale e lei ‘Ha fatto delle cose'”. Ovviamente la polizia ha verificato le accuse controllando i telefoni delle vittime e quello dell’allenatore. Durante il processo l’uomo ha ammesso le sue colpe e si è rimesso alla decisione della corte. La sentenza è stata una pena di 38 settimane, pena sospesa perché incensurato.