Morte Robin Williams, la vedova: “I medici ci hanno ordinato di dormire separati”

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In una recente intervista, la vedova di Robin Williams ha rivelato che prima del suicidio i medici li avevano costretti a dormire separati.

L’11 agosto del 2014, Robin Williams si è tolto la vita lasciando nello sconforto tutti quelli che lo amavano. Il gesto estremo è stato il culmine di un percorso di sofferenza iniziato con i primi sintomi della demenza. L’attore americano era affetto da demenza da corpi di Lewy. Si tratta di una malattia degenerativa del cervello molto simile all’Alzheimer, ma legata ai disturbi di tipo parkinsoniano. La sintomatologia è piuttosto varia, visto che la malattia può portare a disturbi cognitivi, allucinazioni, perdita di memoria e difficoltà motorie.

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Proprio la somiglianza con alcuni sintomi del Parkinson ed altri dell’Alzheimer, nel caso dell’attore ha portato ad un’iniziale diagnosi errata. Nei prossimi mesi sarà a disposizione un documentario sulla malattia dell’attore e sul suo ultimo periodo di vita. Lo scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa malattia e anche fare conoscere le difficoltà incontrate dall’attore premio Oscar prima della tragedia.

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Morte Robin Williams, la vedova Susan: “I medici ci hanno ordinato di dormire separati”

Proprio in vista dell’imminente uscita del documentario su Netflix, intitolato ‘Robin William’s Wish‘, la moglie Susan ha rilasciato qualche dichiarazione ai media americani. In particolare ha rivelato quello che è stato il momento più complicato per entrambi. Robin soffriva di insonnia ed aveva crisi, motivo per cui i medici hanno consigliato loro di dormire in stanze differenti.

La vedova dell’attore spiega come questa decisione lo abbia fatto stare male: “Mi ha detto: ‘Questo significa che siamo separati?’. E’ stato un momento scioccante. Quando il tuo miglior amico, il tuo partner, il tuo amore … tu realizzi che c’è un abisso gigante da qualche parte, tu non puoi vedere dove si trova ma sai che non è basato sulla realtà. Quello è stato un momento davvero duro”.