Covid in Costa Smeralda, il parere del virologo: “Turisti senza intelligenza”

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In una recente intervista il virologo Sergio Babudieri ha spiegato com’è stata possibile la diffusione del Covid in Costa Smeralda.

A partire dalla metà di agosto, il rischio di contagio da Covid-19 è tornato a farsi concreto anche in Italia. Si tratta di una logica conseguenza, visto che tutte i Paesi che confinano con il nostro stavano e stanno sperimentando un contagio di ritorno e gli spostamenti per le vacanze estive non sono stati bloccati se non dopo l’esplosione dei focolai. Al momento la situazione sembra essere sotto controllo, poiché l’aumento dei positivi non è andato di pari passo con quello dei ricoveri e delle terapie intensive.

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A fare maggiormente le spese della stagione estiva è stata la Sardegna ed in particolare la Costa Smeralda. Anche in questo caso non sorprende, visto che si tratta probabilmente della meta turistica estiva più ambita d’Italia. Ciò che è certo è che qualcosa nel contenimento del virus è andato storto. Per capire cosa ‘Leggo’ ha intervistato il professor Sergio Babudieri, direttore della clinica Malattie Infettive e Tropicali dell’Aou di Sassari.

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Covid in Costa Smeralda: “Turisti senza intelligenza”

Quando gli viene chiesto per quale motivo c’è stato un boom di casi così improvviso, il virologo punta il dito contro i turisti poco diligenti: “Persone che per status economico sono abituate ad andare prima a Ibiza e Mykonos e poi in Sardegna sono arrivati in Costa Smeralda senza controllo, senza mascherina e distanziamento, e senza intelligenza. Il virus si è diffuso anche tra le gente che non ha frequentato i locali”. Babulieri spiega inoltre che ancora non si conoscono i reali numeri del contagio e che potremo saperli solo tra 20-30 giorni.

Il virologo non ha dubbi che la causa principale della diffusione del virus sia stato il turismo. In Sardegna non sono aumentati solamente i casi, ma anche i ricoveri: “La Sardegna era quasi Covid free, quello che accaduto ha condizionato fortemente la situazione. Nella nostra struttura, all’avanguardia per la gestione dei casi di malattie infettive, avevamo due pazienti anziani con patologie. Dopo Ferragosto ho dovuto richiamare medici e infermieri dalle ferie, abbiamo avuto un afflusso improvviso”.