Home News Covid, l’esperta del Cts: “Niente urla in classe: ecco perché è pericoloso”

Covid, l’esperta del Cts: “Niente urla in classe: ecco perché è pericoloso”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:33
CONDIVIDI

Secondo Kyriakoula Petropulacos, componente del comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid, canti e urla “aumentano lo spargimento di goccioline”.

“Le conoscenze sulle potenzialità di contagio nell’età scolare sono incomplete e questo impedisce di prendere posizioni definitive”. Parola di Kyriakoula Petropulacos, componente del comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid, il Cts, e direttore della sanità in Emilia- Romagna, che in un’intervista al Corriere della Sera avverte: “Potremmo essere costretti a modificare certe scelte. In alcuni casi però abbiamo potuto dare indicazioni operative condivise, ad esempio cosa fare quando si scopre un alunno positivo”.

Leggi anche –> Coronavirus, nuovo studio italiano: “Ecco come dimezzare i decessi”

Leggi anche –> Coronavirus, severo monito dell’Oms: “Basta fingere”

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Le insidie nascoste del Covid a scuola

A chi le chiede se aumenteranno i focolai, Kyriakoula Petropulacos risponde: ”Non è affatto scontato, anzi. È una grande sfida che si può superare con la partecipazione di tutti. Il coinvolgimento della famiglia è fondamentale. Chiediamo ai genitori di misurare più spesso la febbre ai figli anche semplicemente poggiando la mano sulla fronte o usando il termometro mentre fanno colazione”.

Quanto alle mascherine, ”voglio tranquillizzare i genitori. Non sono in alcun modo un rischio per la salute se il ragazzo è sano, possono dare qualche problema solo agli asmatici. Anche tenerle addosso diverse ore non è pericoloso. Non impediscono il respiro. Al massimo sono fastidiose ma ci si abitua”.

”Il punto critico – sottolinea Kyriakoula Petropulacos – sono proprio i comportamenti individuali e infatti sarà molto importante la sensibilizzazione degli studenti. Nessuna precauzione funziona, neppure la più rigorosa, se non viene rispettata. Come risponderanno i ragazzi e le famiglie? È un’incognita. Ci vorrà attenzione nell’evitare comportamenti finora considerati innocui, tipici degli alunni specie durante la ricreazione, e che oggi potrebbero essere un rischio”.

A detta dell’esperta, infine, “cantare e urlare aumentano lo spargimento di goccioline che, se infette, hanno la capacità di contagiare. Il canto alle lezioni di musica? Meglio soprassedere a meno di non essere dovutamente distanziati. È difficile pensare che tutti in una classe si ricordino che è saggio
non alzare la voce o restare in silenzio ma se lo facesse la maggioranza sarebbe sufficiente”.

Leggi anche –> Coronavirus Scuola, la Azzolina: “Responsabilità storica grande”

Leggi anche –> Coronavirus 31 agosto: calano i contagi, ma anche i tamponi

EDS