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Lapo Elkann si confessa: “Ho sofferto, non mi vergogno più ora”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:51
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Lapo Elkann parla di politica, della sua fondazione per aiutare giovani in difficoltà e di se stesso: “Finalmente non mi vergogno più di quello che sono”. 

Lapo Elkann è cambiato. E stavolta a quanto pare sul serio: “Ho capito che non si vince mai da soli – dice al Corriere della Sera -. Tutti hanno fragilità, tutti soffrono, tutti hanno cadute e la chiave è non vergognarsi. Non mi vergogno più di quello che sono. Credo in Dio e aiuto gli altri”.

L’imprenditore rampollo di casa Agnelli oggi ha una Fondazione (Laps) che ha aiutato qualcosa come 6mila minori con disturbi dell’attenzione e formato 600 docenti. E in occasione dell’uscita del suo libro “W l’Italia” (La Nave di Teseo) il cui ricavato andrà in beneficenza offre la sua personale lezione di vita.

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La lezione di Lapo Elkann

“Io ho un’iperattività sia mentale sia fisica – confessa Lapo Elkann – e, trent’anni fa, erano problemi poco conosciuti. Non riuscivo a concentrarmi, ero anche dislessico. Ho perso due anni a scuola, ho avuto difficoltà all’università e questo mi ha fatto sentire meno dei miei amici e spinto a voler dimostrare che ero di più”.

Dopo una vita spericolata, di se stesso oggi dice: “Ho imparato ad accettare i miei punti deboli e a chiedere aiuto. Ho capito che non si vince mai da soli. Tutti hanno fragilità, tutti soffrono, tutti hanno cadute e la chiave è non vergognarsi. Io ne ho avute tante di cui si è parlato ovunque. Mi fa piacere? Certamente no e mi ha fatto soffrire, ma ora ho l’enorme vantaggio di non avere niente da nascondere. Non mi vergogno più di quello che sono, non devo ingannare me stesso e non devo far finta di essere chi non sono”.

Anche sulla scorta della sua esperienza Lapo Elkann rivolge un accorato appello ai giovani alle prese con il Coronavirus: “State più attenti. Troppi ignorano le mascherine, si ammassano nelle discoteche, pensano che il Covid non li tocchi… Servivano più controlli e meno avidità. Chiudere le discoteche è stato giusto”. Per il resto, “oggi vedo parole, date, ma l’unico discorso interessante che ho sentito sul futuro non è di Grillo, di Di Maio, di Conte, ma di Draghi. Vorrei più Draghi e meno Grilli. Auspico che Draghi diventi presidente del Consiglio o della Repubblica”.

Ciò detto, Lapo Elkann spiega di amare tutta l’Italia, a partire da Torino, poi Napoli e Palermo. Con l’eccezione di Milano, dove peraltro oggi vive: “Se dicessi che la amo, sarei ipocrita: è efficiente per lavorare, ma non mi trasmette allegria. Sto riflettendo se trasferirmi altrove. Ora, poi, ci sono appena stato tre giorni e sembrava il deserto dei tartari”.

Il nostro ammette poi di avere pochi amici cui chiedere aiuto, però crede in Dio: “Ma posso pregare in chiesa come in sinagoga, sono più spirituale che religioso. Pratico il buddismo, apre prospettive che avvicinano agli altri e mi aiuta a stare meglio con me stesso”. “E, da un anno, medito. Quando me l’hanno proposto, ho riso: essendo iperattivo, non pensavo di riuscirci, invece, mi ha cambiato la vita. Faccio visualizzazioni per rilassarmi e sleep hypnosis per addormentarmi”, conclude.

EDS