Totò Savio: l’amicizia col paroliere Giancarlo Bigazzi

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Due giganti della musica italiana come Totò Savio e Giancarlo Bigazzi sono stati non solo valenti colleghi, ma anche grandi amici. 

Totò Savio e Giancarlo Bigazzi non hanno bisogno di presentazioni. Negli anni ’70 i due inanellarono un successo dopo l’altro, frutto di una collaborazione che non sarebbe stata tanto proficua se non fosse stata accompagnata da una profonda amicizia e un sentimento di stima reciproca.

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Totò Savio e Giancarlo Bigazzi, un’amicizia nel nome della musica

Dal 1975 al 1978 Totò Savio produsse assieme a Giancarlo Bigazzi il popolare complesso pop-rock de Il Giardino dei Semplici. Il gruppo era stato fondato a Napoli da Gianni Averardi nel settembre del 1974; Averardi era stato per alcuni anni il batterista dell’orchestra di Savio negli anni ’60. La band è considerata un nome di punta del filone romantico della musica italiana e napoletana, e ha venduto 4 milioni di copie.

Bigazzi e Savio sono stati gli autori di alcuni tra i brani più importanti e di maggiore successo della band: M’innamorai (Festivalbar 1975); Miele (Sanremo 1977, 1 milione di copie vendute); Vai (Festivalbar 1976) e Tamburino (1976). Savio è anche l’autore della rielaborazione di Tu, ca nun chiagne (1975), lanciata dal gruppo nel novembre del 1975, che vendette un milione di copie e si guadagnò il disco d’oro.

Nel 1971, inoltre, Giancarlo Bigazzi creò il gruppo degli Squallor, insieme al paroliere Daniele Pace, a Totò Savio e ai discografici Alfredo Cerruti ed Elio Gariboldi. Il gruppo, nato come progetto goliardico tra amici, si rivelò per Bigazzi vera e propria dimensione parallela, rispetto ai brani di musica leggera; con gli Squallor ogni album era inciso e prodotto all’insegna della sana risata… Questo gruppo geniale, pioniere del genere demenziale nella musica italiana, ebbe molto successo e andò avanti per oltre vent’anni. Purtroppo a metà degli anni ’80 venne a mancare Pace e nel 2004 Savio, per Giancarlo vero amico e “fratello di musica”.

EDS