Bonus Inps, il sindaco di Cagno restituisce i 600 euro: “Nessuna ammissione di colpa”

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Dopo aver ammesso di aver richiesto il bonus Inps di 600 euro, il Sindaco di Cagno ha rivelato di aver avviato la procedura di restituzione.

Qualche giorno fa è giunta la notizia che alcuni parlamentari hanno fatto richiesta del bonus Inps di 600 euro destinato agli italiani con Partita Iva in difficoltà economica durante la pandemia. La notizia ha chiaramente generato un polverone mediatico e politico, visto che i deputati prendono uno stipendio di oltre 12 mila euro al mese e per certo non hanno subito perdite durante il lockdown. Da giorni vari esponenti di spicco della politica italiana chiedono ai responsabili di questo gesto di farsi avanti, chiedere scusa e restituire il bonus.

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Nelle ore immediatamente successive alla scoperta, alcuni politici hanno deciso di autodenunciarsi, spiegando come la richiesta è stata fatta sulla base di una mancata fatturazione nei mesi in cui è stata avanzata. Altri sono stati tirati in ballo dai media, dopo che sono uscite indiscrezioni riguardanti proprio la richiesta del bonus. Tra chi si è autodenunciato c’è anche il sindaco di Cagno, nonché segretario provinciale del PD a Como, Federico Broggi. Questo ha spiegato che non vive di politica e che la sua attività principale è retribuita tramite fatturazione. Fatture che non sono state emesse per i mesi di febbraio, marzo e aprile.

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Il Sindaco di Cagno restituisce i 600 euro del bonus Inps

A distanza di un giorno dall’autodenuncia, il sindaco del paesino comasco ha annunciato che restituirà il soldi del bonus Inps. La sua è un’azione dimostrativa, contro la caccia all’uomo aperta in questi giorni: “Per fermare questo sputtanamento collettivo serve dare dimostrazione di dignità e onestà e spiegare a chi sta conducendo questa campagna che si può essere diversi nei modi e nei gesti”. Il politico sottolinea di non aver paura a metterci la faccia e successivamente aggiunge: “Oggi ho quindi scritto all’INPS (mail delle 14.38, chi vuole anche il testo, si faccia avanti) chiedendo come restituire i soldi del bonus INPS”.

Broggi svela che molti gli hanno detto che si tratta di una mossa sbagliata, di una specie di ammissione di colpa, ma lui non la vede in questo modo: “No, nessuna ammissione, ma la semplice dimostrazione che se sei una persona corretta, non hai paura a dimostrarlo”. Tutta questa situazione, in ogni caso, lo ha fatto riflettere sul ruolo in politica: “Arriva però il tempo delle valutazioni, di capire se ha senso fare politica in questo modo e in questo contesto. Se ha senso passare le giornate a lavorare per sentirsi dare del ladro dal tuo Stato, quello Stato che hai servito negli ultimi mesi sputando sangue”.