Tenta di uccidere la moglie: lei si salva ma non riesce a divorziare

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Emile Cilliers ha ripetutamente tentato di uccidere la moglie Victoria, e neppure dopo la condanna è disposto a lasciarla in pace. 

Emilie Cilliers ha tentato di uccidere sua moglie e, non essendoci riuscito, sta mettendo in atto una vendetta più subdola e spietata. L’ex sergente dell’esercito inglese finì su tutti i giornali per aver sabotato una valvola del gas di casa, mettendo a rischio di morte anche la vita dei due figli, nella speranza di uccidere Victoria Cilliers.

Poi, quando quel piano fallì, il mostro tramò un escamotage ancor più audace, manomettendo nel 2015 il paracadute della consorte, che però – al netto di gravi ferite – si è ancora una volta salvata. Nel maggio 2018, una giuria lo ha condannato a 18 anni di carcere per due capi di imputazione per tentato omicidio e per aver messo in pericolo la vita dei suoi due figli. Ma l’incubo di Victoria non è ancora finito.

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Una moglie ingannata e umiliata due volte

Emile Cilliers non ha mai mostrato il benché minimo segno di rimorso e sostiene tuttora di essere innocente. Il suo obiettivo era intascare la sua polizza di assicurazione sulla vita da 120.000 sterline e poi scappare con la sua nuova amante. “Mi ci è voluto molto per riconoscere che l’uomo che avevo sposato, amato e con cui avevo avuto figli aveva fatto qualcosa di così spregevole”, ha ammesso Victoria.

Un anno e mezzo fa la donna ha deciso di divorziare perché non voleva ulteriori contatti con colui che aveva più volte tentato di ucciderla. Ma Cilliers continua ad affermare che per loro c’è ancora la possibilità di un futuro insieme e ha bloccato il divorzio. “Non ha firmato i documenti del divorzio. Ha detto che voleva più tempo per discutere della sopravvivenza del matrimonio”, ha spiegato Victoria prima dell’uscita del suo libro, I Survived. “Quindi dopo 18 mesi sono rimasta allo stesso punto. Sono ancora sposata con lui. Ho ancora il suo nome. Mi sento ancora inchiodata a lui”.

Victoria non chiede poi molto: “Voglio poter uscire di casa, andare avanti e ricominciare completamente la mia vita, magari in un altro paese. Ma io sono ancora qui, a vivere nella casa coniugale, e ci sono ricordi di lui ad ogni angolo: nei colori della vernice, nelle tende; nei mobili che abbiamo scelto insieme”. Cilliers ha usato il controllo coercitivo contro sua moglie durante il loro matrimonio, e ora si rifiuta di lasciarla libera anche dal carcere. Oltre al danno, come si dice, anche la beffa.

EDS