Inps, bonus partita Iva richiesto e ottenuto da 5 parlamentari: “Restituiscano tutto”

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Bufera alla camera dopo che l’Inps ha rivelato che ad usufruire del bonus partita iva per l’emergenza Covid ci sono stati anche 5 parlamentari.

Nel periodo di massima difficoltà della nazione, in cui il governo ha messo a disposizione degli italiani degli aiuti economici, c’è chi ha pensato di sfruttare la situazione a proprio favore e senza reale necessità. A rendere decisamente grave il gesto c’è il ruolo istituzionale occupato da queste persone. La direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell’Inps, ha infatti rivelato che tra i richiedenti del bonus partita iva di marzo e aprile, ci sono stati anche 5 parlamentari.

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Tra questi ci sono 3 parlamentari appartenenti alla Lega, uno al Movimento 5 Stelle ed un altro ad Italia Viva. I politici hanno evidentemente ritenuto che i 12.439 euro netti percepiti al mese non fossero sufficienti per arrivare a fine mese ed essendo possessori di partita Iva, hanno fatto domanda per il bonus. I “furbetti” hanno sfruttato lo spazio legislativo lasciato a marzo e aprile, visto che in quanto possessori di partita Iva avevano diritto a richiedere l’indennità concessa dal governo.

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Inps, bonus partita Iva per 5 parlamentari: è bufera

Una volta emersa la notizia si è scatenata una bufera contro i cinque parlamentari, sia all’interno del governo che sui social. La richiesta di ogni parte politica è unanime: dal governo sottolineano che bisogna che restituiscano tutto e che chiedano scusa agli italiani. I parlamentari, infatti, non avevano alcuna necessità economica e soprattutto, avendo un ruolo istituzionale, avrebbero dovuto dare il buon esempio.

Il presidente della Camera Roberto Fico parla a proposito di “Vergogna” e chiede ai parlamentari di scusarsi e restituire quanto ricevuto dall‘Inps. In un post Facebook poi aggiunge: “E’ una vergogna che cinque parlamentari abbiano usufruito del bonus per le partite Iva. Questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito. E’ una questione di dignità e di opportunità. Perché in quanto rappresentanti del popolo, abbiamo degli obblighi morali, al di là di quelli giuridici. E’ necessario ricordarlo sempre”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Luigi Di Maio che sempre su Facebook scrive: “I nomi di queste 5 persone sono coperti dalla legge sulla privacy. Bene, siano loro allora ad avere il coraggio di uscire allo scoperto. Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano”. La condanna giunge anche da Zingaretti e da Salvini, con il leader leghista che ha scritto: “Che un parlamentare chieda i 600 euro destinati alle partite Iva in difficoltà è una vergogna. Che un decreto del governo lo permetta è una vergogna. Che l’Inps (che non ha ancora pagato la cassa integrazione a migliaia di lavoratori) abbia dato quei soldi è una vergogna”.

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