Violentata e uccisa a 20 anni: condannato l’amico di infanzia

La terribile vicenda di Keeley Bunker, violentata e uccisa a 20 anni, dopo una serata in discoteca: condannato l’amico di infanzia.

Arriva la condanna per l’assassino di Keeley Bunker, una ragazza violentata e uccisa a settembre del 2019. Si tratta del 20enne Wesley Streete, che viene accusato anche di altri gravi reati di violenza e tentato stupro, nei confronti di altri giovanissimi.

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La vittima aveva segni di graffio sul collo, alcuni dei quali si sarebbe autoinflitta per cercare di liberarsi dalla morsa del suo carnefice. Secondo la ricostruzione, si fidava di colui che si sarebbe poi rivelato come il suo assassino.

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Condannato per l’omicidio dell’amica di infanzia, violentata e uccisa

In una delle fasi più importanti del processo, Monique Riggon, un’amica della vittima, aveva spiegato che questa le aveva assicurato di essere “al sicuro” alla fine della serata trascorsa insieme. E invece di lì a poco in un parco fu trovato il suo corpo privo di vita. La ragazza, insieme alla vittima e al giovane assassino, erano stati insieme al concerto del rapper Aitch all’O2 Institute di Birmingham.

Il trio andò poi in discoteca a Snobs nel centro di Birmingham prima di prendere un taxi per tornare a Tamworth. Ora emergono le ultime immagini, diffuse dalla polizia, che mostrano Keeley Bunker sorridente mentre si appresta a entrare in discoteca. Sono le ultime immagini che mostrano la ragazza da viva. La giovane non è poi mai rientrata a casa: suo padre preoccupato, Christopher, 51 anni, ha denunciato la sua scomparsa alla polizia dello Staffordshire. Si sono rivolti anche all’assassino, che ha negato di essere stato l’ultimo ad aver visto la ragazza viva. Poi il macabro ritrovamento.

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