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Gemelli uccisi dal padre, parla la madre: non c’è odio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:56
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Gemelli uccisi dal padre a Lecco, oggi parla la madre: non c’è odio nei confronti di quell’uomo. La lettera scritta il giorno del funerale.

Una terrificante tragedia ha sconvolto Margno (comune di Lecco) lo scorso 26 giugno, quando Mario Bressi ha ucciso i sue due figli gemelli. Oggi la madre dei bambini, Daniela Fumagalli, ha raccontato i suoi sentimenti al Corriere della Sera: “Mario ha fatto quello che ha fatto per fare male a me. Ma ha tolto quelle sue creature al futuro che dovevano vivere. Io non voglio, non posso, ricordarli come li ho visti l’ultima volta. Voglio ricordarli con il loro sorriso”. Durante l’intervista, infatti, la madre di Elena e Diego ha insistito sui problemi preesistenti con l’ex marito Bressi. Daniela ha detto che l’uomo “Ha fatto qualcosa di spaventoso. Che una persona uccida due bambini con le sue mani lo ritengo impensabile. Che lo faccia un padre con i suoi figli è disumano. Come si fa uccidere due creature, i tuoi figli, con le tue mani? Mani di padre, mani che dovrebbero servire per carezzare, rincuorare chi ti guarda come un riferimento, come la garanzia della protezione da tutti i mali del mondo”.

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Gemelli uccisi dal padre a Lecco, la lettera scritta il giorno del funerale

Daniela ha ricordato i bambini con immenso amore: “Riuscivano ad essere di conforto per tutti, a cominciare dai nonni. Dove arrivavano portavano allegria e vita. Erano due bambini che avevano un eccezionale rispetto, direi un’etica, delle regole”. E ovviamente: “Mi mancano tantissimo, tutto mi parla di loro”. Per quanto riguarda l’odio nei confronti dell’ex marito, la mamma ha spiegato: “Non so cosa voglia dire questa parola. Come si può odiare un essere umano? Ho dentro tanta rabbia, tanta tristezza, tanto rammarico. E poi su chi potrei riversare l’odio? Su qualcuno che non c’è più, che aveva una personalità deviata, che mi ha odiato profondamente? Sarebbe giusto ripagare con la stessa moneta?”. Daniela ha poi raccontato di una lettera scritta il giorno dei funerali dei suoi figli: “L’ho scritta per metterla nella loro bara, perché facesse loro compagnia, li accompagnasse nel viaggio, nel buio e nel freddo”.

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