Coronavirus, Russia annuncia: “Vaccinazione di massa per ottobre”. Com ‘è possibile?

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La Russia ha annunciato che da ottobre partiranno le vaccinazioni contro il Coronavirus. Secondo gli esperti è improbabile che abbiano già effettuato i test con efficacia. 

Il Ministro della Salute russo, Mikhail Murashko, ha annunciato all’agenzia di stampa Interfax che per ottobre sarà pronta la vaccinazione di massa contro il Coronavirus. Il farmaco prodotto dall’Istituto Gamaleya di Mosca avrebbe completato la Fase 2 e attualmente sono in preparazioni gli studi clinici sul vaccino e sui documenti necessari per registrarlo.

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Secondo il Ministro Murashko l’intenzione sarebbe di vaccinare per primi dottori e insegnanti in autunno come campagna di immunizzazione definita “di massa“. L’approvazione per il farmaco avviene dopo la Fase 3 di studio, dopo che si testa l’efficacia del farmaco su migliaia di persone. Questo fa sorgere molti subbi sull’accelerazione russa, in quanto solo quattro vaccini al mondo, su oltre 160, sono entrati nella fase finale di sperimentazione umana, la Fase 3: AstraZeneca (azienda svedese a cui l’Italia ha prenotato 400 milioni di dosi di vaccino), Moderna (in collaborazione con National Institutes of Health), BioNTech/Pfizer (accordo USA-Germania) e CanSino (società cinese).

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L’opinione dell’esperto Sergio Abrignani sul vaccino russo

E’ stata chiesta l’opinione a Sergio Abrignani, ordinario di Patologia Generale all’Università Statale di Milano e direttore dell’Istituto Nazionale di Genetica Molecolare “Romeo ed Enrica Invernizzi“, secondo cui “per ora sono solo dichiarazioni mentre non c’è alcuna pubblicazione su questo vaccino che abbia ricevuto una revisione dalla comunità scientifica. L’approvazione richiede il parere di un’agenzia regolatoria che viene rilasciato dopo uno studio che loro annunciano di dover ancora iniziare. Hanno dichiarato di completare la Fase 2 il 3 agosto e poi ci vorranno come minimo quattro o cinque mesi per uno studio clinico di Fase 3 su qualche decina di migliaia di persone“. Secondo Abrignani la Fase 3 è uno studio clinico controllato che deve dimostrare sicurezza su volontari sani, che presenta dei rischi: la possibilità di avere effetti collaterali al momento della vaccinazione o la possibilità che quando un vaccinato si infettasse, l’infezione possa avere un decorso più severo.

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