Florida, boom di decessi nelle ultime 24 ore: smentita l’ipotesi di Zangrillo

Circa un mese fa Zangrillo portava come esempio di contagio ma non di malattia la Florida, oggi nello stato americano è stato registrato un boom di decessi.

Il Coronavirus è clinicamente morto o può tornare ad essere letale? Questa di fatto la domanda che si pongono gli italiani da qualche mese a questa parte. Il motivo di questo dubbio è legato alla discordia che si è palesata tra gli esperti. Se quelli a cui si affida il governo sono più cauti nel ritenere meno pericolosa la malattia causata dal Sars-Cov-2, altri – tra i quali il più noto è Zangrillo – sostengono invece che al momento il virus è meno pericoloso a livello clinico.

Leggi anche ->Coronavirus, sale l’allerta: “Serve attenzione da parte di tutti”

Nelle ultime ore il timore che la malattia possa tornare sui livelli di marzo e aprile è divenuto più concreto. In Spagna è stato registrato un improvviso aumento di contagi (oltre mille nelle ultime 24 ore), ma la situazione non è incoraggiante nemmeno in Francia e Germania, dove il numero di contagiati di ieri sfiora i mille. A questo bisogna aggiungere che anche in Italia ieri c’è stato un incremento, dai 260 circa dell’altro ieri ai 380 di 24 ore fa. Per il momento si tratta di un aumento dei positivi e non dei malati o dei decessi, ma l’incremento dei numeri porta ad avere maggiore cautela.

Leggi anche ->Coronavirus, nuovo studio: i bimbi più piccoli contagiosi come gli adulti

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Il caso Florida ed il boom di decessi

C’è un altro elemento, poi, che fa riflettere e temere che questi contagi possano tramutarsi in un numero cospicuo di malati e decessi. Un mese fa Zangrillo portava il caso della Florida come esempio di boom di positivi non gravi per fare capire come i focolai in Italia non fossero da ritenere preoccupanti. In quella occasione, ospite dell’Annunziata, il medico diceva: “Non hanno alcun significato (I focolai in Italia, ndr) per me. In Florida c’è stata un’esplosione di infezione, quindi di soggetti infettati ma non malati. Anzi, la mortalità è passata dal 6,7 allo 0,4. In Italia abbiamo una serie di focolai che vanno controllati e identificati ma non equivalgono al focolaio di malattia”.

I dati riportati da Zangrillo erano veri, ma nel giro di un mese la situazione clinica si è decisamente complicata. Da tre giorni la Florida ritocca il proprio record di decessi, giunto ieri a 253 nelle ultime 24 ore. La Florida è diventata, dopo la California, lo stato americano con il maggior numero di positivi e di decessi. Questo dimostra che della malattia e del virus conosciamo ancora molto poco e che è ancora presto per esprimere delle posizioni assolutiste sull’andamento del contagio. Giusto non fare spaventare la popolazione, ma altrettanto giusto non fare abbassare la guardia e spingere sull’esigenza di continuare a rispettare le regole sul distanziamento, sull’utilizzo delle mascherine e sull’igiene.